Una passeggiata in centro.
Per il mio secondo giorno a Ulan-Ude, non ho grandi piani. Ieri è stata una giornata piena di cose e quasi priva di sonno, bella ma pesante. Inoltre, sono già mentalmente concentrato sul mio viaggio sulla Transiberiana che inizierà tra pochissimo.
Il mio treno per Chita partirà alle 16:45 e, come sapete, il viaggio in treno rappresenta l’obiettivo principale del mio viaggio. Ulan-Udè è una città che ho già visitato e questa volta è, in qualche modo, soltanto l’obbligatorio punto di partenza del mio viaggio.
Ad ogni modo è comunque un bel posto, quindi, prendendomi tutto il tempo di questo mondo, mi alzo, faccio colazione e poi affronto il freddissimo clima dell’inverno siberiano. Fuori si continua a gelare, siamo di certo sotti i -20° ma almeno questo non è più una sorpresa per me. L’idea che ho è quella di raggiungere la zona pedonale e la cattedrale attraverso una strada secondaria.
Ci sono molte belle case di legno lungo il mio percorso. Questa è una cosa tipica in Siberia. Quello che mi piace di più di queste case sono le finestre sempre dipinte con colori vivaci. Penso che questo sia una caratteristica dei luoghi in cui prevalgono le tinte neutre. Ne sono un esempio le case di Burano, l’isolotto della laguna di Venezia, che hanno colori brillanti così da essere visibili nella nebbia. Tornerò presto su questo argomento con una galleria fotografica, ma ora riandiamo a Ulan-Udè. Da via Smolina, mi sposto sulla cosiddetta Arbat più o meno alla stessa altezza dove l’avevo lasciata ieri mattina. Questa volta andrò avanti fino alla Cattedrale e al fiume.
La cattedrale è il fiume.
Come ho scritto, la mia prossima tappa è la Cattedrale. Prima di raggiungerlo, la mia attenzione viene attirata da un branco di cani randagi.
A dire il vero non sembrano particolarmente pericolosi.
In un paio di minuti raggiungo la chiesa o, per essere più precisi, la Cattedrale Odigitrievsky, costruita nel XVIII secolo quando questa città si chiamava prima Udinsk e poi Verkhneudinsk. Lo stile della chiesa è il cosiddetto barocco siberiano. Ci sono già stato 4 anni fa ma in inverno l’atmosfera è completamente diversa, con la neve tutto assume un aspetto fiabesco.
Sono l’unico turista qui. Penso che dovrò farci l’abitudine.
In piena pandemia non ci sono molti turisti e, di sicuro, con le frontiere chiuse, gli stranieri sono ancora più rari. Dopo la visita alla Cattedrale raggiungo il fiume ma qui non c’è molto da vedere. Il fiume è completamente ghiacciato e l’unica cosa interessante è un bel murales. È ancora troppo presto per prepararsi a raggiungere la stazione. Che fare?
Raggiungo la strada principale, prendo un tram e lascio che mi porti da qualche parte.
Forse ho preso la linea sbagliata, ma ad essere sincero non ho visto dalla finestra nessun posto memorabile. Solo neve, neve e ancora neve. Be’, sì, c’è una ruota panoramica che però dubito sia aperta in questa stagione. Dopo più di un’ora passata sui binari del tram, decido di scendere e di recarmi a piedi nella piazza principale.
Quando la raggiungo mi rendo conto di avere giusto il tempo per un pranzo veloce e penso che possa essere una buona idea mangiare cibo della Buriatia. C’è un ristorante chiamato Ali-Baba che, a dispetto del suo nome, non serve solo cibo mediorientale ma anche locale. Non avrò molto presto la possibilità di mangiare di nuovo khuushuur e buuz, quindi non posso perdere questa occasione. Finito di mangiare, un salto veloce in hotel e poi via alla stessa stazione ferroviaria dove circa quattro anni fa ho lasciato la transiberiana. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò presto …
P.S. Se vi va, date un’occhiata alla gallery di Ulan-Udè qui sotto …














