Meglio il lago.


Quando ho deciso di venire a Scutari, avevo in mente alcune possibile escursione da fare durante il secondo giorno, tenendo conto che avevo già ipotizzato che una giornata sarebbe bastata per visitare la città. Ci sono diversi posti qui attorno che possono essere visitati in giornata anche se alcuni richiedono di svegliarsi molto presto e rientrare in città a tarda sera. Purtroppo anche il tempo a disposizione di un viaggiatore a lungo termine come me è limitato e inoltre bisogna anche cercare di controllare le energie spese, dato che a una giornata di visita ne segue un’altra e un’altra ancora e così via (quasi) ad libitum.
Faccio tutta questa introduzione per spiegare perché, tra tutte le possibili opzioni, alla fine ho scelto quella che probabilmente può essere considerata la più semplice. Non si tratta comunque di un scelta di seconda categoria. Si tratta di una risorsa importantissima per questa area geografica. Va detto ad esempio che si tratta della più grande risorsa di acquai dolce dei paesi affacciati sul Mediterraneo. La sua area misura fino a 500 chilometri quadrati ed è divisa circa a metà tra Montenegro e Albania e dovrebbe essere considerata parco nazionale da entrambi i paesi anche se non ne sono sicuro al 100%, questo fa sì che sia una significativa riserva ornitologica.
La mia porta di accesso al lago sarà rappresentata dal villaggio di Shikora. Questo paesino dal nome quasi giapponese viene descritto dalle guide come pittoresco e non è poi troppo lontano dal centro di Scutari, circa 7 o 8 chilometri. Sarebbe fantastico se ci fosse qualche bus per arrivarci ma ci penserà dopo. Prima voglio andare a vedere la cattedrale cattolica. Quando arrivo, però, c’è la messa in corso e non mi va di fare il classico stupido turista che sembra ignorare dove si trova così mi limito a scattare qualche foto da fuori e poi penso che, partendo adesso, dovrei arrivare a Shiroka più o meno all’ora di pranzo e mentre pregusto già una carpa alla griglia mi incammino in direzione del lago.


Verso il lago


Mi avvio in direzione del lago seguendo la via che va alla fortezza e al lago. Ieri ho anche notato alcune fermate dell’autobus. Ce n’è una quasi subito e sulla base dele indicazioni dovrebbero esserci due linee, la 1 e la 2 che procedono più o meno parallelamente (nel senso che fermano negli stessi posti) ma la numero 2 arriva fino a… Shiroka! Molto bene, sarebbe fantastico. Sarebbe ma non è perché quando il bus arriva, ed è il numero 2, io vi salgo, Traffic sign with distancespago i 30 Lek di biglietto (circa 20 centesimi di Euro) e seguo il percorso sul mio GPS, cosa che faccio spesso quando ho il dubbio di andare in una direzione sbagliata e, ad un certo punto, noto che l’autobus non svolta in direzione di Shiroka. 🙁
Ok, esco alla fermata successiva e capisco che anche oggi mi tocca una lunga camminata. Un utilissimo cartello mi segnala che mi trovo attualmente a 1.202 chilometri da Vienna, 1.478 da Praga e 1.906 da Berlino. Come a dire, in fondo siamo in Europa…
Dopo avere attraversato il ponte, passo accanto a un villaggio abitato da povera gente che però mi sorride e i bambini mi salutano. Da un cartello capisco che mi trovo a 4 chilometri da Shiroka. Dopo un promontorio, la strada comincia a seguire la riva del lago e il cammino si fa più piacevole. È proprio vero che vi è un gran numero di uccelli. Purtroppo il cielo che questa mattina era limpido, si è fatto molto scuro e non sarei sorpreso se si mettesse a piovere a breve.
Cerco di andare più veloce pur continuando a godermi la vista del lago. Direi che la gita in questa zona fa parte delle abitudini domenicali degli abitanti di Scutari. Molti vengono in bicicletta ma ci sono anche diverse macchine, tutti probabilmente diretti ai vari ristoranti a bordo lago. Ne ho già visti alcuni ma non sono ancora a Shiroka e voglio proprio vedere questo il “pittoresco” villaggio delle guide. Quando sono ormai a circa un chilometro le prime gocce di pioggia cominciano a scendere ma ancora nulla di serio. Solo quando arrivo al villaggio la pioggia si fa più intensa e purtroppo il primo ristorante dove cerco di entrare è pieno ma nel successivo posso finalmente sedermi a guardare fuori dalla finestra la pioggia che cade copiosa.

Pranzo e poi ritorno in città.


Anche questo ristorante è piuttosto pieno e il sevizio non è dei più rapidi ma il mio cattivo umore svanisce quando vedo che nel menu, accanto alla prevedibile carpa c’è anche l’anguilla. L’anguilla è un piatto che non mi è estraneo per abitudine familiare essendo parte della tradizione natalizia napoletana e tra l’altro lo apprezzo parecchio. Da tradizione si mangia fritta alla vigilia di Natale ma effettivamente la cottura alla griglia è probabilmente la più adatta perché ne brucia parte del grasso. Devo ammettere che questa cucinata al ristorante Shkodër è davvero fatta bene e saporita. Una birra albanese la accompagna benissimo.
Finalmente sazio, esco dal ristorante e scopro con piacere che la pioggia ha quasi smesso di scendere e così mi giro ancora un po’ intorno, scoprendo che poi questo villaggio non è così pittoresco come indicato nelle guide.
In ogni caso sono ben contento di essere venuto qui, sia per il giro attorno al lago, sia ovviamente, per il pranzo. Adesso però è ora di rientrare in città. Dalla finestra del ristorante avevo visto passare un autobus urbano andare in direzione della città per cui mi volto spesso nella vana speranza di rivederlo ma non si vede… Ok, ancora un’altra camminata. Questa volta però posso almeno sfruttare un ponte pedonale in condizioni estetiche pessime che passa dal povero villaggio descritto prima. Il cielo si è fatto carico di nuvole e dopo tanto camminare, più di 15 chilometri da questa, sono stanco e chiudo qui la mia giornata da turista. Alla sera faccio cena con una pizza appena passabile.
Qui di seguito la galleria dei miei due giorni in quest’area.

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