Tra Vicenza e Padova.

Oggi, dopo un inizio un po’ a rilento, sono andato, come pianificato, a Vicenza. Non c’ero mai stato malgrado in fondo si trovi abbastanza vicina a Milano e dato che in questo viaggio sto passando in genere da posti che non ho visto in passato, eccomi qui.

Vicenza è a un tiro di schioppo da Padova, circa 20 minuti in treno, così che alla fine ci ho messo di più ad arrivare in stazione che a fare il viaggio per Vicenza su un treno regionale che non si lasciava scappare nessuna fermata nei paesini tra i due capoluoghi.

Se ieri ho associato la città di Padova a Sant’Antonio, per Vicenza, il nome da utilizzare è sicuramente quello di Andrea Palladio, probabilmente il più grande architetto del suo tempo e uno dei più importanti in assoluto. Grazie alle sue opere di cui Vicenza è piena, la città è stata inclusa nella lista dell’UNESCO. Per la cronaca, Palladio era nato a Padova e si trasferì a Vicenza quando aveva quindici anni.

Oggi la giornata, nuvolosa all’inizio tanto da enfatizzare la mia pigrizia, si è piano piano aperta e questo ha reso molto piacevole girare per la città facendo foto. A Vicenza ci sono diverse belle piazze ma la più bella è certamente Piazza dei Signori. Di forma rettangolare, è circondata da palazzi nobili (in passato appartenenti ai Signori a cui è dedicata la piazza), dalla straordinaria Basilica Palladiana e dalla torre Bissara.

A girare per le Contrà, come qui chiamano le vie, si trovano moltissimi scorci belli che, specialmente in una vera giornata di sole, rendono Vicenza perfetta per gli amanti della fotografia.



Sui monti Berici.

Allontanandomi dal centro mi sono diretto sui monti Berici, che costeggiano la città. La mia intenzione era quella di visitare la più famosa opera del Palladio, Villa Capra nota in genere come “La Rotonda”.
Si tratta di una villa che ha ispirato centinaia di architetti che l’hanno replicata in diverse parti del mondo. Purtroppo la villa era chiusa ma mi sono consolato perché comunque la passeggiata è stata piacevole con qualche bella vista sulla città. A quel punto però, visto che si stava anche mettendo a piovere, ho deciso di tornarmene a Padova. Sulla via del ritorno ho potuto vedere il Santuario di Monte Berico e la notevole scalinata porticata che lo collega alla città a valle.

Serata da Giotto.

A Padova mi attendeva, in serata, l’appuntamento con la Cappella degli Scrovegni. La visita alla Cappella è strettamente regolamentata in modo da rendere il più efficiente possibile la sequenza dei gruppi che vi accedono. Il ruolo umano è ridotto al minimo. La visita parte con la visione di un video che inizia mentre un primo gruppo esce e finisce esattamente quando a uscire è il gruppo che lasca libera la Cappella per i successivi 20 minuti. Comunque, sono aspetti marginali, la Cappella è bellissima e gli affreschi di Giotto in ottime condizioni a parte qualche rara eccezione.
Il fatto di essere in pochi (massimo 25) consente di ammirare la Cappella nella massima tranquillità e potendo anche scattare tutte le foto che si vuole (senza flash e treppiede).
Visitare la Cappella degli Scrovegni è stato un bel modo per salutare il mio Paese. Domani varcherò il confine, lasciandomi l’Italia alle spalle.
Prima di andare, come di consueto, ecco la galleria di foto scattate oggi.