E adesso… la Cina!

Dopo il meraviglioso tempo trascorso a Pechino, una città che rimarrà sempre nel mio cuore e dove tornerò sicuramente un giorno, oggi andrò a Tianjin iniziando così il mio viaggio cinese che finirà nelle ex colonie di Macao e Hong Kong. My train is ready to leaveIl mio treno non parte dalla stessa stazione dove ho comprato il biglietto ieri ma dalla stazione Sud: Beijingnan. Ne approfitto per parlarvi di due parole cinesi che ho imparato: Bei e Nan che in inglese sono nord e sud. Infatti il nome Pechino significa capitale del Nord. E come forse saprete, una delle ex capitali fu invece Nanjing che adesso sapete che significa capitale del Sud. Controls on the train to TianjinTra l’altro il carattere usato per la parola nord è anche molto facile da memorizzare: 北. Ora sono in grado di riconoscerlo ogni volta che lo vedo. Ok, la lezione di lingua cinese è finita. 🙂  La stazione Sud mi sembra più moderna di quella centrale. Penso che da qui partano solo treni veloci. I controlli di sicurezza all’ingresso procedono senza intoppi. Prima c’è il controllo dei bagagli come negli aeroporti, poi è il turno dei biglietti e dei documenti. Almost 300 km/hLa stazione è enorme ma nonostante questo, grazie ai chiari segnali e ai tabelloni elettronici, raggiungere il binario non è un problema. Il mio treno con codice C2031 parte alle 9:37 AM raggiungendo Tianjin, a più di 100 chilometri, dopo soli 35 minuti. Ok, non sono un principiante nel prendere i treni, ma devo dire che tutto è molto ben progettato. Il treno è moderno e il mio posto di seconda classe, è confortevole. View from the train windowIn breve tempo raggiungiamo la velocità di quasi 300 km orari. Nel breve tragitto passano delle ragazze a controllare i biglietti e un poliziotto. Sono seduto vicino al finestrino e il panorama che vedo somiglia a quello che avevo andando da Pechino in autobus verso la grande muraglia: autostrade a quattro corsie, grattacieli, ponti. Tuttavia non ho tempo per guardare. Sono già a Tianjin! Mi rendo conto velocemente che la stessa qualità delle infrastrutture che ho apprezzato a Pechino si ritrova anche qui. Be’, va detto che non sono in un villaggio sperduto. Tianjin metro stationTianjin è una delle città più grandi della Cina con più di 6 milioni di abitanti solo all’interno dei confini urbani. La rete metropolitana ha almeno cinque linee, ma poiché una porta il numero 9, la stanno ovviamente estendendo. Prendo la linea 3 e poi la 1 per raggiungere il mio hotel, ma arrivato lì scopro che mi trovo in un altro hotel della stessa catena. La ragazza alla reception anche se non parla inglese è così gentile da chiamarmi un taxi e persino trattare con l’autista il prezzo. Dopo una pausa, sono quasi le 13 quando sono pronto per uscire e iniziare a visitare la città.

I mercatini alimentari non sono tutti uguali.

Quando esco mi rendo conto che è una giornata molto calda con una temperatura superiore ai 40 gradi. Nell’albergo ho provato a pianificare la mia visita quindi ora so che andrò nella direzione della Waiter in a Tianjin restaurantex Concessione Italiana, ve ne parlerò più avanti, che si trova a circa due chilometri dall’hotel, ma lungo la strada voglio fermarmi alla Nanshi Food Street. I ricordi del mercato di Wangfujing e della giornata passata ieri a Pechino sono ancora freschi e spero di trovare qualcosa di simile anche qui. Black sugar cubesSarebbe perfetto perché sono piuttosto affamato quindi la mia delusione è grande quando scopro che la strada è in realtà una specie di centro commerciale e che è anche deserto. Nessuna bancarella con cibo fresco, nessun ristorantino. La migliore rappresentazione del luogo è nella foto che ho scattato con una cameriera dietro la vetrina di un ristorante quasi vuoto con uno scacciamosche in mano con lo sguardo perso. Alla fine l’unico cibo che compro è una specie di cubetti di zenzero di zucchero nero, in cinese dovrebbe essere 黑糖姜母砖块. Non sono nemmeno sicuro che vadano mangiati così come sto facendo, ma ok, non discuto, ho troppa fame. Probabilmente a causa del caldo, le strade sono desolate ma a me invece il caldo non mi fa soffrire troppo e così, abbastanza velocemente, raggiungo quello che sembra essere il centro storico della città.

La ex concessione Italiana.

Nella prima metà del XX secolo, molti paesi europei hanno ottenuto concessioni a Tianjin e in altre città Cinesi. Beian bridge in TianjinPrima c’erano stati solo alcuni precedenti per la Gran Bretagna e il Portogallo e in qualche modo quei paesi, European architecture in Tianjincon Macao e Hong Kong furono anche gli ultimi a lasciare la Cina. A Tianjin ci sono state fino a un massimo di otto concessioni a paesi europei e al Giappone. Quella italiana era il più piccolo, ma anche l’ultima a essere restituita alla Cina nel 1947. La forte presenza di europei a Tianjin ha lasciato un’impronta chiara nell’architettura che sembra essersi mantenuta anche nello stile degli edifici più moderni. Il ponte Beian con le sue statue dorate, le forme barocche e le colonne di marmo si adatterebbe perfettamente anche alla Senna o al Danubio. Il fiume di Tianjin ivece si chiama Haihe. Dante Alighieri's statue in TianjinSulla sponda sinistra del fiume, prima di visitare la concessione italiana, ho il tempo di passeggiare un po’ nel piccolo parco vicino al fiume chiamato Piazza della Cultura. La piccola area della concessione italiana si trova proprio accanto al parco. Chen Wenling mannequinsNon sorprende che qui ci sia una grande enfasi sull’accoppiata Italia-Moda e l’area presenta un piccolo centro commerciale che presumibilmente ospita abiti italiani ma non ne ho trovato nessuno. Lo stile del quartiere mi ricorda l’architettura italiana durante il periodo fascista. Qui finalmente vedo un turista cinese, fotografando questa zona elegante, fermandomi nella piazza di Marco Polo o ammirando la statua di Dante Alighieri, il più grande poeta italiano. Non posso negare che l’area sia in qualche modo carina, ma alla fine non mi sembra la Cina. Continuo ad andare in giro a guardare qualche bell’edificio, ma quello che mi colpisce di più sono le poche statue rosse di un artista cinese di nome Chen Wenling. Mi piace l’arte contemporanea. È divertente! Penso che ora posso andare oltre.

Una ruota panoramica unica.

C’è qualcosa di unico a Tianjin ed è la ruota panoramica, l’occhio di Tianjin. Beh, naturalmente ci sono ruote panoramiche dappertutto, ma quella di Tianjin è particolare perché è l’unica al mondo costruita su un ponte. Dragon boat on river HaihePer raggiungerlo dal distretto italiano dove mi trovo ora ho bisogno di camminare per circa 3 chilometri, ma conto che lungo il fiume possa essere una bella passeggiata. Devo dire che la mia ipotesi si rivela giusta. Lungo il fiume continuo a vedere edifici in stile europeo. Molte chiese in giro, un’altra chiara eredità delle concessioni. Ci sono persone che pescano nel fiume ma stranamente non usano la canna, ma la rete da pesca. In una così forte atmosfera europea la cosa più cinese è rappresentata dalla barca con la testa di drago che gira sul fiume. Vicino al fiume c’è anche una piccola spiaggia ed è così affollata che sembra che siano finite tutte qui le persone scomparse dalle strade. The Tianjin EyeMolti bagnanti quando vedono la mia macchina fotografica si mettono in posa. Alla fine, dopo circa un’ora, raggiungo la ruota. È davvero impressionante. Fortunatamente non c’è troppa gente ad aspettare in coda. L’occhio di Tianjin è alto 120 metri e il giro dura circa 40 minuti. Dabei temple from Tianjin EyeLa vista sul fiume e sulla città è fantastica ma la ruota gira molto lentamente e questa sensazione è ulteriormente enfatizzata dal fatto che la capsula è molto calda visto che l’aria condizionata non funziona bene. Durante la discesa penso a cosa fare dopo il giro sulla ruota. Dall’alto dell’occhio ho notato un tempio buddista situato sulla riva sinistra del fiume. È il tempio Dabei. Quando finalmente esco da qui cerco di visitarlo ma sfortunatamente non mi lasciano entrare. I turisti sono ammessi solo fino alle 17:00. Devo accontentarmi delle foto che ho preso dalla ruota. E quindi adesso?

Finendo la giornata di nuovo in Cina.

Decido di tornarmene in albergo. Tianjin finora mi ha offerto architetture europee e opere moderne come il Tianjin Eye ed è solo per caso che sulla via del ritorno al mio hotel finisco nella Guwenhua Jie, la “Antica strada della cultura”. Eccomi rutornato in Cina. Gate to Guwenhua JieTutto qui è pieno di colori. Il quartiere è essenzialmente un mercato ma costruito attorno a un nucleo storico di edifici antichi come il Padiglione Yuhuang costruito durante la dinastia Ming o il Tempio della Regina del Paradiso in onore di Mazu, la dea cinese del mare. Mi piace molto il posto anche se a quest’ora del pomeriggio la maggior parte delle bancarelle sono chiuse o stanno per chiudere. Noodle eater statue in TianijnMalgrado ciò ho ancora la possibilità di mangiare qualche gustoso spuntino e di prendere una bevanda analcolica al gusto di tè verde. Camminando per i vicoli laterali trovo una bizzarra statua di un vecchio che mangia noodle. Non ho idea del motivo per cui è qui. Forse in memoria di un cliente affezionato? Su uno degli stand ancora aperti vendono piccoli pupazzi automatici. Ovviamente ne ho visto di simili altrove, ma quello che è divertente qui è che li stanno mettendo in mostra tutti in modo che sembrino una sorta di piccolo esercito di anatre e gatti. Ho preparato un breve video per mostrarvelo.



È stata una giornata molto intensa. Questa mattina mi sono trasferito da Pechino a Tianjin e qui ho cercato di vedere il più possibile. Ho la sensazione di aver perso un sacco di cose qui. Sono sicuro che ci sono più cose e luoghi interessanti, ma sinceramente il tempo è stato breve. Domani lascerò Tianjin spostandomi in un’altra città. Il mio viaggio in Cina continua. E in attesa del post sulla prossima città, potete dare un’occhiata alle foto scattate a Tianjin nella galleria qui sotto.