Iniziando il giorno piano piano.

Mi sveglio relativamente presto, il sole brilla e quindi conosco già la risposta alla domanda “dove andrò oggi?”. La risposta è Butrinto. Ho deciso di dargli precedenza nel caso ci fosse stato bel tempo perché mi sono convinto che Girocastro è più o meno uguale anche se dovesse essere nuvolo mentre per godersi pienamente una visita a un sito archeologico vicino al mare, “il fattore tempo atmosferico” sarebbe stato molto più importante.
A causa di una certa pigrizia che sta diventando cronica, alla fine esco dall’appartamento alquanto tardi. Prima di prendere il bus per Butrinto vado a vedere se e quando potrò prendere un autobus per la Grecia, Sabato prossimo. Nel frattempo ho deciso di puntare a Ioannina invece di Igoumenitsa in modo da poter raggiungere più velocemente Salonicco e da lì il Mar Nero.
Scopro esserci due autobus che vanno a Ioannina e poi ad Atene. Uno alle 6:30 del mattino e uno alle 6:30 del pomeriggio. Per me meglio quello del mattino. A questo punto sono finalmente in condizione di pianificare i prossimi giorni in Grecia. Adesso però sono ancora in Albania e ci sono tante cose da vedere quindi muoviamoci. Butrinto mi aspetta.

La lungamente attesa Butrinto.

Ho cominciato a desiderare di venire a Butrinto nove anni fa, quando spesi 15 favolosi giorni nella Grecia continentale e anche se durante quel viaggio visitai anche i più piccoli e remoti siti archeologici, ciò nonostante ero molto interessato a questo sito ubicato a un tiro di schioppo dal confine con la Grecia. Little ferry in ButrintAlla fine vi rinunciai perché avevo capito che in realtà l’unico punto di confine aperto era nell’interno e quello costiero rappresentava solamente una linea invalicabile. Vero o falso che fosse, adesso sono qui e dividermi con Butrinto c’è solo un viaggio di 50 minuti sull’autobus che parte dal centro e che serve anche le spiagge di Ksamil.
Butrinto è il capolinea. Quando arrivo, vedo di fronte a me un piccolo traghetto, trainato da cavi, che consente a poche macchine alla volta di attraversare il canale Vivari che separa Butrinto, posta alla fine di una penisola con la terra ferma dall’altra parte. Turtles in ButrintDa quella parte c’è una fortezza di forma triangolare che penso offra il suo meglio se vista alla distanza quindi entro a Butrinto. Il biglietto di ingresso costa 700 Lek, circa 5 Euro. Come prima cosa decido di seguire il percorso che corre tutto attorno alla penisola. Devo ammettere di non avere studiato molto prima di venire qui e che quindi mi aspettavo le solite rovine greche e romane. Mi rendo invece conto che la storia di questo luogo è più lunga. Una parte delle mura esterne può essere datata addirittura all’ottavo secolo avanti cristo ma anche che una buona parte dei resti riguarda la dominazione Veveziana del Sedicesimo Secolo coprendo quindi circa 2.000 anni di Storia. Butrinto si trovava in una posizione strategica, specialmente se il suo possesso era congiunto a quello di Corfu. Theatre in ButrintDopo avere completato il giro della penisola e visto tutte le porte di accesso alla città fortificata mi sposto verso l’interno perché secondo una mappa che ho visto, lì troverò il museo e il teatro. Il museo contiene le solite cose: vasellame, qualche statua senza testa e così via. Non lontano si trova la parte più bella del sito. Nella stessa area ci sono un teatro che fu greco e poi romano e il tempo di Esculapio. Il piccolo tempio si trova a ridosso di uno stagno pieno di tartarughe. Ve ne saranno una cinquantina. L’intera zona è molto bella, con uccelli e libellule che girano intorno. Per un momento mi sembra di essere in Grecia e non in Albania. Vista questa parte direi che la visita del sito può dirsicompletata.

Ksamil e Isadora Duncan.

Tra Butrinto e Saranda c’è il villaggio di Ksamil, famoso per le sue spiagge e le tre isole collocate ad una distanza percorribile a nuoto. Decido di farmi a piedi i 4 chilometri tra Butrinto e Ksamil così da poter fare un po’ di foto. Così bella è la camminata, tanto brutto, a mio modesto avviso, è la meta. Una volta ancora devo dire quanto detto per Saranda. Isadora Duncan streetIn Estate ci sono di certo le spiagge, il sole, etc. etc. Ma adesso vedo solo un posto pieno di polvere con la maggior parte dei locali chiuso. Le tre isole sono più belle a vedersi da lontano. Non mi va neanche di prendere in esame la possibilità di raggiungerne una. Noto con interesse che una delle vie del villaggio è dedicata a Isadora Duncan, la rivoluzionaria ballerina americana e a seguito di successive verifiche, scopro che ha passato sei mesi a Saranda aiutando la popolazione locale, dopo che lei aveva tragicamente perso i suoi due figli. Una delle ragioni per cui amo viaggiare è che, se si è curiosi si possono apprendere molte cose semplicemente ponendosi domande e cercando le risposte. Nel frattempo ho preso la decisione che mi sono bastati la visita a Butrinto e la camminata fino a qui. Aspetto l’autobus assieme a un cane secco e poi vado a casa.
Alla sera, stesso ristorante, questa volta per un eccellente e succoso polpo grigliato. Mentre mangio, vi lascio guardare la galleria delle foto fatte in questi giorni nell’area di Saranda.