Alcune informazioni pratiche.

Prima di cominciare con la descrizione della seconda metà dei luoghi di interesse di Ulan Bator vorrei darvi qualche informazione pratica che spero possa essere utile. Iniziamo con i trasporti pubblici. Come ho detto nel mio articolo precedente, l’utilizzo degli autobus urbani è subordinato al possesso di una smart card. Non si può pagare in contanti o comprare un biglietto per una singola corsa. O la carta o niente. Allora la carta… Dove comprarla? Io, la mia, l’ho presa in un chiosco vicino a piazza Gengis Khan ma sono sicuro che ci siano anche altri punti vendita. A bus stop in UBLa carta costa 3.000 Tugrike questi sono solo per l’acquisto della carta che va poi “caricata” con ulteriori soldi. Tenete conto che il costo medio di un viaggio in autobus è tra 300 e 500 Tugrik. Queste info me le hanno date all’ufficio del turismo dove vi suggerisco di andare non appena vi è possibile. Danno anche delle utili mappe della città. L’accesso a internet è facilmente reperibile negli hotel, guest house, caffè e ristoranti. Ad ogni modo, se preferite acquistare una sim dati vi consiglio quella di Unitel. A Mongolian phone boxHa funzionato piuttosto bene anche quando mi sono recato fuori città a più di 100 chilometri di distanza. Ci sono diversi negozi che vendono tutti i tipi di SIM lungo Peace Avenue ma do per scontato che non parlino inglese. Io sono andato al negozio ufficiale di Unitel che si trova al numero 20 di Peace Avenue e non ho avuto alcun problema di comunicazione in Inglese con gli addetti alla vendita. Scegliete l’opzione migliore tra i diversi piani tariffari disponibili. In conclusione di questa mia introduzione vorrei dire due parole sulla comunicazione con la gente in Mongolia. Di sicuro i giovani più istruiti parlano inglese e lo stesso vale per tutti coloro i quali lavorano nel turismo. La gente più anziana sa un po’ di Russo. Resta fuori una larghissima fetta di popolazione con la quale è praticamente impossibile capirsi. La mia impressione, e ovviamente posso essere in errore, è che i Mongoli siano un po’ ripiegati su se stessi senza troppa voglia di aprirsi verso gli altri e le altre culture forse perché troppo orgogliosi della propria che vogliono custodire nel miglior modo possibile. Detto questo, è adesso ora di passare alla seconda parte del tour di Ulan Bator e vi anticipo che vi parlerò dei luoghi più belli della città.

Lontano da Peace Avenue.

A girl flagging a carIn questo articolo vi racconterò di quei luoghi di interesse che si trovano un po’ distanti da piazza Gengis Khan e da Peace Avenue. Malgrado la distanza ragguardevole, io ho preferito farmela a piedi anche se molti di questi posti sono raggiungibili in autobus e ovviamente in taxi. A proposito di taxi va segnalato che a UB praticamente ogni macchina può potenzialmente essere un taxi. La gente lungo la strada fa segno muovendo la mano con il palmo verso il basso e nel giro di poco qualcuno si ferma. Per uno straniero la cosa è ovviamente più complicata, difficile la trattativa e l’indicazione di dove andare ma comunque ci si può sempre provare.
Gandan Khiid
Il monastero Gandan Khiid o, per essere più precisi, Gandantegchinlen (che significa “il grande luogo della gioia finale”) Mani wheels in Gandan Khiidè senza dubbio il luogo di culto più bello di Ulan Bator. Si tratta di un monastero Buddista in stile Tibetano ubicato a nord ovest della città. Comprende diversi templi. Qualche altro più moderno lo si può trovare lungo la strada che conduce al monastero stesso. Golden Buddha in Mani wheels in Gandan KhiidAppena superata la porta di ingresso, vedrete sulla vostra destra il tempio Vajradhara, il mio preferito. Pieno di colori e con moltissime ruote “Mani” tutte attorno. Girare queste ruote consentirebbe di accumulare Karma positivo (saggezza) e ripulirsi dal Karma cattivo (negatività in generale). Il tempio più importante è quello chiamato Avalokiteshvara che contiene una statua di Buddha alta 26 metri, un dono fatto alla Mongolia da parte di Nepal e Giappone. Robert Indiana's LoveIl monastero ospita anche una biblioteca e una università Buddhista, ovviamente. Questo spiega la presenza in giro di tanti giovani monaci nelle loro tuniche arancioni. Anche se l’ho visitato mentre, seppure in maniera intermittente, scrosciava una pioggia intensa, posso dire che questo è assolutamente il posto da visitare a UB se potete vederne uno solo. Lasciando il monastero e andando verso Sud si può vedere una copia dell’iconica opera di Robert Indiana “Love”. Ho avuto la fortuna di vedere uno degli originali nella meravigliosa Cascata di Erevan.
Palazzo d’inverno del Bogd Khan
E adesso da un monastero Buddista ci spostiamo a qualcosa che gli somiglia parecchio. Sto parlando del palazzo d’Inverno del Bogd Khan, un Lama Tibetano (all’epoca il terzo più importante nella gerarchia Buddista) che fu anche re della Mongolia fino alla sua morte. Bogd Khan's PalaceVa detto che gli ultimi due anni di regno li ha fatti quando ormai c’era già la Repubblica per cui ricopriva un ruolo meramente simbolico. Nel complesso si trova il palazzo del re ma anche sei templi. Si tratta di un luogo piacevole da visitare anche per questa curiosa mescolanza di edifici religiosi e laici. Il prezzo da pagare nel caso si volessero scattare delle foto è molto alto per la Mongolia: ben 18 Euro. Il palazzo si trova a 3 chilometri da piazza Gengis Khan per cui la maggioranza dei visitatori ci arriva in bus o taxi. Caravan monumentIo che, come detto, l’ho fatta a piedi ho avuto modo di vedere un po’ meglio la periferia di Ulan Bator divisa tra zone francamente orribili e altre moderne con centri commerciali alla moda. Lungo la strada per il palazzo reale ho visto un monumento alquanto curioso che rappresenta una carovana con molti cammelli. Si tratta in fondo di un giusto riconoscimento per una città che una volte, quando si chiamava Urga, si trovava nel bel mezzo delle rotte commerciali che univano il Sud (Pechino e altre città della Cina), l’Ovest (Samarcanda, Buchara e il resto dell’Asia centrale) e il Nord (Irkutsk e da lì tutta la Russia).
Buddha d’oro e memoriale Zaisan
Dal palazzo del Bogd Khan, proseguendo verso Sud, si raggiungono due altri interessanti luoghi. Be’, a dirla tutta, a me ne è piaciuto solo uno dei due. Quello che non ho apprezzato è il grande Buddha d’oro. Zaisan MemorialSi tratta di una statua molto alta, credo almeno 30 metri ma, secondo me, fatta non troppo bene e quel che è peggio circondata da palazzi ancora più alti che ne distruggono l’effetto. Golden BuddhaVisibile dal basamento della statua del Buddha, circa 300 scalini più in alto, si trova il memoriale Zaisan. Questo monumento testimonia il forte rapporto di amicizia che unisce Mongolia e Russia. Il memoriale onora i soldati Russi caduti nel corso della seconda guerra mondiale ma ha anche molti riferimenti a tutti quei momenti nella storia che hanno visto Mongoli e Russi fianco a fianco come ad esempio in occasione dell’indipendenza della Mongolia nel 1921, le battaglie contro il Giappone nel 1939 e anche il primo uomo Mongolo nello spazio (nella Soyuz) nel 1981. L’amicizia tra questi due paesi è reale, questo mi è parso di capire parlando con la gente di qui ed è in qualche modo controbilanciata da una scarsa amicizia per l’altro grande vicino: la Cina. Il memoriale è un posto perfetto per godersi una fantastica vista sulla città. Ulaanbaatar from Zaisan MemorialIl fiume Tull scorre vicino e qui è molto bello. A nord del centro si scorgono i quartieri fatti delle tipiche tende circolari mongole, le ger. Per altro mi è capitato di vederne alcune perfino sui tetti dei palazzi o sulle terrazze. Spero, con questo articolo e con il precedente sullo stesso argomento, di avere descritto tutti i luoghi più importanti di Ulan Bator. Oltre a visitarli, vi suggerisco di girare per la città senza meta godendovi le tante possibilità di scattare belle foto delle persone, specialmente i bambini. Le ragazzine sono incredibilmente fotogeniche e per altro sembrano essere molto più numerose dei maschi. Un altro soggetto interessante sono i murales. Ce ne sono svariati specialmente in periferia.

Cibo.

Prima di terminare questo mio posto su Ulan Bator, qualche nota a proposito del cibo. Ho già detto qualcosa in uno dei miei articoli precedenti, quando ho descritto lo Tsuivan. Adesso vi dirò qualcosa a proposito dei diversi tipi di “ravioli” che si trovano in Mongolia. Sono in pratica tre diversi ma fatti con gli stessi ingredienti. Bouzes and Kuushuur restaurantMi riferisco ai Buzi, cotti al vapore, molto diffusi anche a Ulan Ude; i Bansh che sono bolliti e somigliano ai Manti Uzbechi e in ultimo i Khuushuur che sono fritti nel grasso di pecora. Questi ultimi costituiscono probabilmente il più comune cibo di strada in Mongolia. Lungo le strade extra urbane si possono vedere decine di ristorantini e chioschi che li vendono. Nei ristoranti veri e propri quello che è più facile trovare sono i piatti alla griglia. I Mongoli sono molto fieri delle loro capacità al Barbecue. In generale, posso dire che ho mangiato piuttosto bene a Ulan Bator. Se però doveste essere stufi delle specialità locali non vi sarà difficile trovare qualche alternativa internazionale, soprattutto Russa e dell’Asia Centrale. Ci sono anche alcuni ristoranti Fusion che provano a contaminare il ricettario locale con influenze straniere. Di sicuro non rischiate di morire di fame a UB. Come al solito, il post è completato da una galleria di foto. Se ne voleste vedere ancora, date un’occhiata anche alla galleria pubblicata su Facebook.