Introduzione.

Nel corso del mio breve soggiorno in Mongolia ho passato la maggior parte del tempo nella sua capitale: Ulan Bator che in Mongolo viene chiamata Ulaanbaatar. Ho deciso di trasformare questa esperienza in una piccola guida alla città e ai suo siti più interessanti sottoposti al mio giudizio molto personale. Ulan Bator è una città molto grande per cui dividerò il mio racconto in due parti. Questo è il primo articolo. Un secondo verrà pubblicato a breve.

Uno sguardo di insieme sulla città.

Ulan Bator è bella grossa, ospita circa il 50% della popolazione totale del paese, stiamo parlando di circa un milione e mezzo di persone, ciononostante la maggior parte dei punti di interesse sono in centro o a distanze percorribili a piedi partendo da esso. Marco Polo statueAnticipo che quando parlo di distanze percorribili a piedi, per me, se non piove, si può trattare anche di 3-4 chilometri specialmente quando mi trovo spinto a farlo da tassisti disonesti, traffico caotico, assenza di una metropolitana e autobus la cui destinazione è difficile da intuire e su cui è obbligatorio usare una carta locale per pagare. Sto per caso parlando di Ulan Bator? Bravi, avete indovinato. Ad ogni modo, devo dire che l’orientamento a Ulan Bator non è poi così difficile. La strada principale indicata sulle guide come “Peace avenue” ma ignota agli abitanti del luogo con questo nome (a loro è nota con il facile da ricordare “Enkh Taivny Örgön Chölöö”), segue un asse che va da Est a Ovest e permette di raggiungere la maggior parte dei siti turistici. E poi, come capita sempre, se si va in giro a piedi si ha modo di scoprire luoghi inattesi o poco noti. Per esempio camminando in direzione della piazza principale, ho trovato una grande statua di Marco Polo. Per un Italiano che sta facendo il giro del mondo, incontrare il più grande viaggiatore Italiano di sempre anche se di marmo e con un’aria un po’ Mongola è sempre un’emozione… 🙂

Luoghi di interesse dalle parti di Peace Avenue.

In questa prima parte della mia guida alla visita di Ulan Bator, descriverò un po’ di siti turistici che si trovano lungo o nei pressi di Peace Avenue o come cavolo si chiama. Non lasciatevi spaventare dalla mia introduzione. Per nessuno di questi siti che sto per descrivere sarà necessario camminare per 3 km, almeno se siete già abbastanza vicini alla piazza principale della città.
Chinggis Khan Square
…e partiamo proprio dalla piazza principale di Ulan Bator: la monumentale Chinggis Khan square. Per prima cosa chiariamo che Chinggis Khaan è quello stesso personaggio noto dalle nostre parti come Gengis Khan. Huge Chinggis Khan squareLa piazza era dedicata a Damdin Sükhbaatar fino al 2013 e la maggioranza degli abitanti continua a chiamarla così e direi che c’è un buon motivo. Se Gengis Khan rimanda a un glorioso ma remoto passato in cui un Mongolo fu re della Cina, Damdin Sükhbaatar, l’eroe rosso che da il nome alla città (rimando alla spiegazione fatta nel mio post su Ulan Ude) un più di recente, nel 1921, Bride and friendsha dichiarato l’indipendenza del Paese da quella stessa Cina. Detto questo, c’è un’altra cosa che devo dire in tutta onestà: per me la piazza è brutta. Avrei voluto dirlo in maniera più educata ma c’era il rischio di essere fraintesi. Secondo me è una piazza enorme ma senza niente che si faccia notare. C’è l’ovvia statua di Gengis Khan nel mezzo ma Young athletestroppo piccola a confronto dell’enormità della piazza. La scalinata del museo Statale di storia patria nella parte nord sono sì perfette per le spose che si fanno le foto prima del matrimonio ma non posso dire che mi ha colpito più di tanto. La cosa più piacevole della piazza è che ovviamente, essendo il luogo di incontro centrale, è un posto interessante dove accade sempre qualcosa. Ci ho visto poliziotti andare in bici, atleti in erba con le loro brave medaglie appese al collo, sposi in posa e dimostrazioni politiche pacifiche e con tanto di bandiere rosse. In altre parole molto meglio il contenuto (la bella gente della città) che il contenitore (la piazza).
Museo Nazionale
All’angolo nord ovest di Chinggis Khan square c’è il museo Nazionale. Si tratta decisamente di un posto interessante per chiunque voglia approfondire la storia del Paese. Mongolian scriptIl piano terra ospita una collezione di oggetti molto antichi inclusi utensili dell’età della pietra, foto di petroglifi e meravigliosi gioielli in oro. Al piano superiore ci sono costumi in abbondanza e qualche stele antropomorfa. Naturalmente la parte più importante è dedicata all’impero Mongolo che, vale la pena ricordarlo, è stato il più esteso impero contiguo nella storia estendendosi su buona parte dell’Asia e quasi tutta l’Europa dell’Est. Il museo mi è piaciuto parecchio anche per le ottime didascalie in Inglese. Sono rimasto piuttosto colpito dalla scrittura Mongola che è verticale. Fu sostituita dal Cirillico nel 1946 ma è ancora usata in alcuni documenti ufficiali e la si può trovare anche sulle banconote.


Museo del tempio Choijin Lama
Molto vicino a Chinggis Khan Square c’è un ex monastero Buddista. Andando verso Sud dalla piazza, separato da questa da alcuni alti palazzi, si scorgono i tetti di alcuni templi nascosti oltre un muro.The temple among the skyscrapersL’entrata al museo però, è sul suo lato meridionale per cui tocca girarci attorno lungo una strada stretta e poco piacevole. Quello che mi ha colpito inizialmente del tempio è proprio il suo essere collocato in mezzo a palazzi moderni tanto da far sembrare un miracolo che sia ancora al suo posto e che l’area non sia al 100% modernizzata. Detail of a temple roofDa quanto ho letto pare che effettivamente doveva essere demolito nel 1938 quando smise di essere un luogo di culto ma per qualche strana ragione fu “risparmiato” e fortunatamente è ancora qui a disposizione dei turisti che ai fedeli gli tocca andare altrove. L’ingresso non è segnalato benissimo e stavo quasi per rinunciare pensando a una chiusura temporanea quando finalmente l’ho scorta. All’interno del monastero ci sono cinque templi costruiti all’inizio del XX secolo, niente quindi di particolarmente antico. Ad ogni modo, alcune belle statue e altri oggetti a carattere religioso rendono questo un posto interessante dove trascorrere circa una mezz’ora.
Motocicletta Alien/Predator
Temo che questo posto non lo troverete in nessuna guida a parte questa ma, molto vicino al succitato complesso Buddita c’è una statua molto curiosa e interessante. Alien on predatorRappresenta l’alieno del film Predator a cavallo di una motocicletta in perfetto stile “Alien” (il film), compresa la faccia del mostro. Questa specie di mashup tra film di fantascienza mette assieme due grandi innovatori del genere. Uno è il grandissimo H.R.Giger il cui lavoro rappresenta un punto di svolta nella idea delle astronavi al cinema che prima di lui era ancora ferma alle sofisticate e rarefatte atmosfere di “2001, Odissea nello Spazio”. L’altro è Stan Winston che ha disegnato l’alieno della serie Predator. Per cui se vi è piaciuto il film Alien vs. Predator, qui a Ulan Bator troverete qualcosa di vostro interesse.
Il monumento ai Beatles
Si tratta di un monumento raramente trascurato dai turisti anche se è alquanto brutto. Lo potete trovare nella via Tserendorjiin Gudamj. Parlo, per intenderci, di un muro rosso fatto a forma di mela con delle figure in bronzo che rappresentano i “fab four”. Paul è dritto in piedi, scalzo (le teorie cospiratorie sono dure a morire!) Beatles monumentmentre gli altri tre ragazzi di Liverpool se ne vanno via in una posa ridicola a metà strada tra la tarantella e il coretto di ubriachi. Non voglio discutere, capisco quanto sia stato importante per i giovani della città ascoltare musica occidentale negli anni ’70 come forma di ribellione e quindi comprendo perché abbiano deciso di erigere questa “cosa” nel 2008 ma mi domando era davvero così difficile farlo un poco migliore?Alla fine della via c’è anche il circo costruito con la consueta forma a UFO che ho già visto in diverse città russe. Per la cronaca, questo non è l’unico “UFO” di Ulan Bator. Al termine di Peace Avenue c’è un edificio simile che ospita, ma solo in certi periodi, le gare di lotta.
Centro Commerciale Statale
Nei pressi di “piazza Beatles”, lungo Peace Avenue, potrete trovare un grande palazzo che ospita il centro commerciale statale. Mongolian instruments A essere onesti, dopo aver visto altri negozi e supermercati, non mi sarei aspettato un centro così bello come in realtà poi è. Tra l’altro qui si trova anche l’ufficio turistico ufficiale, l’unico che abbia visto in città. Demo at music shopCi sono diversi posti che sfoggiano l’insegna “Tourist Info” ma si tratta semplicemente di agenzie turistiche che vendono escursioni. Questo invece è gestito dal ministero del turismo e chi ci lavora è amichevole e competente oltre a parlare inglese. Vendono anche escursioni ma se uno vuole sono pronti a dare tutte le indicazioni necessarie a consentire gli spostamenti tra le città con il trasporto pubblico, quando è disponibile (!). Tornando al centro commerciale, sui suoi sei piani si trova un po’ di tutto. Il negozio che mi è piaciuto di più è sicuramente quello di strumenti musicali che si trova all’ultimo piano. Dato che ho visto tanti strumenti sconosciuti ho chiesto alla commessa di darmi una dimostrazione cosa che lei gentilmente ha fatto suonando alcuni degli strumenti più curiosi.

Fine del primo articolo con un po’ di musica e qualche foto.

Quasi tutti gli strumenti musicali visti al centro commerciale li ho visti effettivamente suonare da una band in un ristorante durante la cena. Non ho perso l’occasione di girare un breve video che potete vedere qui di seguito.

Si tratta di musica tradizionale ma con arrangiamenti molto moderni. Mi è piaciuta un sacco. Parlando di tradizioni, io ho quella di lasciarvi alla fine di un articolo con una galleria fotografica e non c’è motivo di sospenderla ecco quindi una corposa sequenza di foto fino a ora inedite su Facebook o altri media. Come ultimissima cosa, lo giuro! Ti è piaciuto questo articolo? Allora forse sarai interessato a leggere la seconda parte della mia guida a Ulan Bator.