Secondo giorno a Pechino.

Il mio secondo giorno a Pechino avrà come principale obiettivo la visita alla leggendaria Città Proibita. Ieri, nel mio tentativo di raggiungere piazza Tian An Men sono passato vicino alla biglietteria per cui so già dov’è. A stream in central BeijingOggi è di nuovo una bella giornata per cui decido di andare a piedi. Durante la camminata passo per zone estranee ai circuiti turistici. Questa zona è anch’essa caratterizzata dagli hutongs, con un piccolo fiume a scorrere in mezzo. Le rive sono molto ben curate. La mia attenzione è attirata da un cartello in Inglese e Cinese appartenente a una associazione per la difesa del cane. Sign of association for dogsPer un attimo mi viene l’idea di usare la foto per uno scherzo millantando il ritrovamento di un autentico ristorante con piatti a base di cane. In realtà parlando seriamente del tema, devo dire che secondo me è ampiamente sopravvalutato in Occidente. A trendy dog Non sarà proprio una bufala ma, almeno a Pechino, credo che nessuno mangi i cani e anzi direi che il cane è l’animale di compagnia più comune. Restando in ambito stereotipi anche quello relativo alla “folla di Pechino” sembra essere smentito. Forse dovrei andare in qualcuno dei quartieri moderni. Mi rendo conto che ho tante cose ancora da vedere, compresa la grande Muraglia e solo due giorni ancora da passare in città secondo il mio piano. Immerso in questi pensieri arrivo all’ingresso della Città Proibita.

Visita della città proibita.

La coda per fare il biglietto ha tempi accettabili, solo una quindicina di minuti di attesa ma è molto ‘pericolosa’. Perché? Per via degli ombrelli. In queue for Forbidden CityDovete sapere che a Pechino gli ombrelli sono molto utilizzati dalle donne per proteggersi dal sole battente. In fila per il biglietto mi sono trovato circondato da donne cinesi con i loro ombrelli le cui stecche finiscono giusto all’altezza dei miei occhi. Raggiunto miracolosamente sano e salvo il bigliettaio prendo il biglietto del costo di 60 yuan (7,5 Euro). Entering Forbidden CityTenete conto che viene richiesto di mostrare il passaporto per cui non dimenticatelo se venite qui. Il cielo si è fatto velato ma non me ne lamento più di tanto. È tempo di entrare nella città proibita o, come dicono qui, il Palazzo Museo. Questa è stata la residenza imperiale fin tanto che un impero è esistito e cioè nel 1912. L’intera area, e parliamo di quasi un chilometro quadrato, era a quel tempo preclusa alla popolazione ‘ordinaria’. Just taking a lookAlcune parti del palazzo erano riservate all’imperatore, sua moglie e le sue concubine mentre molti degli altri edifici, su un totale di 980 presenti all’interno delle mura, erano di pertinenza del personale dell’amministrazione che ci lavorava. Il palazzo deve essere visitato seguendo un orientamento sud-nord per cui, mi aggrego al flusso e passo attraverso la porta di Mezzogiorno. Mi basta entrare per capire che la visita richiederà un bel po’ di tempo. A door of a Forbidden City BuildingDi fronte a me c’è la porta della Suprema Armonia che è enorme ma malgrado questo occupa solo un terzo della larghezza complessiva della città. Queste porte, così come la porta della Pace Celeste che ho visitato ieri, non sono i classici archi come potremmo forse immaginare. Si tratta di edifici imponenti al cui interno trovano spazio collezioni di reperti storici. Al momento decido di girare attorno alle porte, prima percorrendo la parte sinistra della città e poi tornando indietro per la parte destra. Stone Sculpture in Forbidden CityNel visitare la città si passa attraverso bei giardini con ponti in marmo analoghi a quelli della città circolare, ci sono strane sculture di pietra e gli edifici sono sempre degni di nota per le loro decorazioni. Qui abbiamo l’architettura cinese ai suoi massimi livelli. All’interno del sito ci sono almeno altri due musei per i quali si richiede un biglietto aggiuntivo di 10 yuan: la galleria del tesoro e la casa degli orologi. La galleria del tesoro si compone di tre diversi siti espositivi che recano i soliti nomi cinesi pomposi come: Ancient crown in Treasure GallerySala della cura spirituale, sala della gioiosa longevità e belvedere della ben alimentata armonia. La galleria del tesoro va vista per i suoi incredibili reperti in oro, argento e giada. Anche gli stessi edifici sono molto belli. An elaborate clockPer altro ho dimenticato di dire che la gran parte delle costruzioni della città proibita sono in legno. Io però ho trovato più interessante la casa degli orologi. Qui si trovano apparecchi fantastici per lo più costruiti in Europa anche se qualcuno è stato costruito nell’ambito della corte imperiale. A determinate ore, gli orologi si mettono a suonare in maniera davvero spettacolare. I loro complessi meccanismi mi hanno riportato con la mente all’orologio del pavone visto al museo dell’Ermitage. Dopo la visita a queste due gallerie aggiuntive riprendo la visita dell’immenso sito principale. Finite le due parti laterali mi dedico alla zona centrale andando verso nord. Porta dopo porta, con gli occhi pieni di immagini di statue, decorazioni, bandiere, lanterne. Adesso però dopo più di quattro ore passate nella città devo dire che sono stanco. Ho bisogno di vedere qualcosa di diverso. Guadagno velocemente l’uscita posta nella porta settentrionale (Porta del divino potere) e esco. E adesso?

Il parco Jingshan.

Appena usciti dalla città proibita, basta attraversare la strada per raggiungere una della quattro entrate del parco Jingshan. Si direbbe che gli imperatori avessero bisogno di tanto spazio. Il loro palazzo era enorme come ho appena visto, poi c’è la città circolare visitata ieri che fungeva da parco privato e adesso gli ampi giardini imperiali che sono aperti al pubblico soltanto dal 1928. View of Forbidden City from Jingshan hillQuesto spazio verde di forma quadrata ha una collina artificiale nel mezzo. È interessante notare che fu costruita usando il materiale scavato durante la costruzione del fossato della città proibita. A pavilion in Jingshan parkIl che si può visitare pagando un biglietto dal risibile costo di 2 yuan è un posto molto intimo e pieno di alberi. Dalla cima della collina si ha la migliore vista possibile della città proibita avendo finalmente una chiara percezione di quanto edifici siano racchiusi dalle sue mura. Questo parco è famoso anche perché vi si è suicidato l’imperatore Chongzhen nel 1644 ponendo così fine in maniera tragica alla dinastia dei Ming sostituita da quella Qing. Non lontano dalla targa commemorativa c’è una celebre attrazione del parco: il giardino delle peonie. Purtroppo questo andrebbe visto in Aprile durante la fioritura. Adesso io posso solo vedere delle piante. Il parco si può visitare in circa un’ora per cui ho ancora un po di tempo da spendere oggi. Cosa fare?

Tempio del Paradiso.

La risposta alla mia domanda sta nel titolo di questo capitolo. Sì, dovrei fare a tempo a visitare il tempio del Paradiso (forse più noto come Temple of Heaven) ma mi devo sbrigare. Cammino velocemente verso la più ‘vicina’ fermata della metro, a circa un chilometro e mezzo ma in questa maniera arrivo all’entrata del tempio prima dell’ora di chiusura. Roof of long corridorComplessivamente l’area che ospita il tempio è più grande della città proibita ma ovviamente non avrò modo di vederla tutta. Mi dirigo subito in direzione del sito più famoso, l’altare della preghiera per il buon raccolto, una delle più famose icone di Pechino. Lungo il percorso passo attraverso il bellissimo “lungo corridoio”. Lady playing cards in temple of heavenQuello che mi piace non è solo la brillantezza dei colori del tetto ma la gente che c’è sotto. Centinaia di cittadini di Pechino, in piccoli gruppi, alcuni a giocare a carte ma, la maggioranza direi, alle prese con un gioco da tavolo che non conosco ma che scoprirò più tardi trattarsi del Xiangqu, conosciuto anche come Scacchi cinesi. Playing XiangqiAlcuni giocatori sembra solo interessati a rilassarsi e divertirsi mentre altri li vedi davvero concentrati sulla loro prossima mossa. Lascio i giocatori seduti sui muretti ai lati del corridoio per puntare finalmente al tempio principale. Una volta arrivato ho quella strana sensazione che si prova osservando da vicino qualcosa che si è visto solo in fotogravia. Pe un attimo mi sento come risucchiato in quella stessa fotografia divenendone parte. L’edificio circolare a tre piani, costruito in legno ha delle scale in marmo bianco tutto attorno. Essendo ormai prossimi all’ora di chiusura non ci sono molti visitatori. Purtroppo il cielo si è fatto nuvoloso e anche l’ora pomeridiana non contribuisce a buoni risultati con le foto. Vorrà dire che ci dovrò giocare più tardi, forse usando l’HDR. E così ho fatto. Potete vederne l’esito in questa foto pubblicata su Flickr.

Temple of Heaven in Beijing

Non è consentito entrare all’interno della sala per cui mi dedico un po’ agli altri edifici che comprendono anche un notevole padiglione. È ora di andare. Ripasso dal corridoio. Anche i giocatori stanno sbaraccando riponendo pedine degli scacchi e carte da gioco.

Una piacevole serata.

Di nuovo fuori per cena, decido di provare un ristorante minuscolo e pulito, ubicato a due passi dal mio hotel, in un vicolo dello stesso quartiere. Full moon in Beijing
Si direbbe molto popolare tra le persone del luogo. Io sono l’unico turista. Non c’è menu in Inglese ma la cameriera mi porta un tablet dove scorrere tra le pietanze disponibili scegliendo così cosa mangiare e cosa bere. Lights on Nothern LakeAlla fine scopro di avere preso un ottimo stufato di maiale con arachidi e verdure. Di certo il mio miglior pasto da quando sono in Cina. La serata pechinese è molto bella anche grazie alla luna piena che risplende sul lago settentrionale dove mi reco dopo cena. C’è un’atmosfera magica con tutte le luci che riflettono sull’acqua. C’è ancora qualcuno che ci naviga nelle barchette a noleggio. Una città felice mi augura la buona notte e così faccio io con voi. Prima però, date un’occhiata alla galleria fotografica a cui ho aggiunto qualche foto. Spero vi piacciano.