Dove il Danubio incontra il Mar Nero.

Sulina, come ho scritto ieri, è collegata al mar nero da un prolungamento del canale di una lunghezza di circa 10 chilometri. È lungo questa parte del canale principale e in quelli secondari ai lati che si snodano tutte le crociere nel delta del Danubio che partono da Sulina. Path of the cruise on Danube DeltaC’è anche la possibilità di scegliere tra diversi percorsi a prezzi molto convenienti. Tutto questo se ti trovi a Sulina in alta stagione che, secondo gli abitanti del luogo, coincide con i mesi di Luglio e Agosto. Anche Giugno è considerato in parte bassa stagione. Nella prima metà di Maggio, se vieni qui, sei visto come un Marziano. Questo si traduce nel fatto che io di opzioni ne ho poche, per non dire nessuna e ovviamente, essendo l’unico turista sulla barca, mi tocca pagare prezzo pieno. Guardian dog at Sulina weather stationComunque, dato che non ho idea di quanto tornerò nel delta e in assenza di alternative, prendo il primo marinaio che fa escursioni e tratto per un giro di tre ore. Per rendere più semplice seguirmi nel racconto, allego una piccola cartina del percorso seguito dalla barca. Purtroppo anche oggi non è una gran giornata dal punto di vista del tempo atmosferico, il cielo è coperto da un velo di nubi e, specialmente a bordo della barca, fa abbastanza freddo. Il marinaio parla un po’ inglese e all’inizio del tour comincia a raccontare storie tristi su Sulina. Turgut Usta ShipwreckNon vi annoierò con i dettagli ma in sintesi, la parola chiave dei suoi discorsi è “kaputt”. Per fare qualche esempio: “quella era una fabbrica di conserve di pesce ma adesso è Kaputt”, “quello era un grande hotel ma adesso è Kaputt”, “quello era un mercato affollato ma adesso è Kaputt”. Capisco che sicuramente Sulina ha visto giorni migliori e che adesso è in piena depressione. Anche il turismo sembra non essere molto di aiuto se, come dicevo all’inizio, funziona solo a Luglio e Agosto. Black sea offshoreLa gente qui vive di pesca ma il pesce lo vanno a vendere a Tulcea, Galați o anche Bucarest dove ottengono prezzi migliori fino a tre volte più alti. Sono davvero molto preso dal racconto sulla triste situazione della popolazione locale ma ovviamente il mio obiettivo primario oggi è vedere gli uccelli di cui il Delta del Danubio dovrebbe essere ricco soprattutto in Primavera. Procediamo in direzione del Mar Nero lungo la tratta di 10 chilometri di canale che parte da Sulina in direzione del mare. Sugli ultimi pezzettini di terra ferma c’è una stazione meteorologica e un avamposto dell’esercito. Il confine con l’Ucraina è molto vicino. Entrambe sono circondate da cani che sembrano molto aggressivi. Dall’altra parte c’è un relitto. Appartiene a una nave Georgiana che si chiama Turgut Usta. Dovrebbe essere lì dal 2008 ma la guida non ne è molto sicuro. Il canale è formato da due linee parallele di pietre e alzandomi in piedi sulla barca riesco a vedere le forti onde del Mar Nero oltre la barriera. Finalmente arriviamo in mare aperto ma la barchetta su cui sono non è fatta per affrontare certe onde. Non è il caso di andare avanti. Restiamo qui qualche minuto in balia delle onde e poi torniamo indietro.

Uccelli del delta.

Fino a ora non ho citato nessun uccello. A essere onesto non è che se ne siano visti molti, qualcosa sì ma non la folla che mi aspettavo. Andando in direzione del Mar Nero, siamo passati accanto a una zona da dove, oltre la barriera, c’erano dei pellicani. Pelican flyingMa erano così lontani che si faceva fatica a riconoscerli a occhio nudo. Cormorants in Danube DeltaC’erano anche dei cormorani sulle rocce, gabbiani e altri uccelli più piccoli. Le cose migliorano però sulla via del ritorno, specialmente quando la barca si infila in una piccola apertura della barriera, entrando in una specie di laguna. In questa parte del delta non ci sono quasi altre barche. Pelicans in deltaLa mia guida mi spiega che qui è proibita la pesca e ovviamente non c’è neanche traffico commerciale. Questa è la parte più bella: tranquilla e silenziosa con molti più uccelli. I pellicani sono quelli che vorrei vedere meglio. A flock of swansNe vola uno sopra la mia testa. Buon segno. All’orizzonte c’è uno stormo di grossi uccelli bianchi. Proviamo ad avvicinarci a motore basso. Quando siamo abbastanza vicini guardo attraverso lo zoom della macchina e vedo che si tratta di cigni e non di pellicani. Pelican taking offComunque è bello vederli alzarsi in volo dalla superficie dell’acqua. Dopo circa 10 minuti, finalmente è il momento dei pellicani. C’è un piccolo gruppo formato da tre esemplari. Si lasciano scivolare sulle acque del Danubio. La corrente ci sta avvicinando così che non dobbiamo quasi usare il motore e questo è perfetto. Resto a osservarli per un po’ poi i pellicani decidono che per oggi basta e volano via. È anche ora di tornare a Sulina.

Un lungo pomeriggio a Sulina.

Oltre alla crociera sul delta, a Sulina non c’è praticamente nient’altro da fare e quindi devo trovare la maniera di passare il pomeriggio. Prima provo a visitare qualcuna delle chiese ma sono tutte chiuse. Cammino per le aree più tranqulle della città, circondato da cani e in qualche modo questo scenario mi fa venire in mente l’idea di Pripyat, la cittadina prossima a Chernobyl, abbandonata dopo il disastro. Non sono (ancora) stato lì e penso che alla fine sarà molto peggio ma la sensazione di una città che è “Kaputt” per usare il vocabolo amato dalla mia guida è molto ben presente. Di buono c’è che anche in una città del genere c’è un tranquillo bar, senza pretese ma con il wifi dove bere un caffè o una birra. Una volta trovato, questo diventa il mio rifugio. Ci passo due o tre ore. Poi finalmente si fa l’ora della cena per la quale vado nel ristorante identificato ieri. È quello che ci si aspetta in una città del genere. Servizio semplice, pesce grigliato e atmosfera rilassata. Domani ci sarà il ritorno alla civiltà che richiede un certo sforzo. Il traghetto parte alle 7:00 del mattino. Prima di andare a nanna, eccovi la galleria.