Flora Locale – Prima Parte

La macchia mediterranea va annoverata tra i caratteri distintivi del panorama delle Cinque Terre. In questa prima parte ho raccolto alcuni scatti su questo tema. La prima foto con il costone roccioso ricoperto di vegetazione spontanea che scende a precipizio verso il mare ne è un chiaro esempio.
An example of macchia mediterranea



Ecco adesso, in basso un altro bell’esempio di paesaggio delle Cinque Terre. Il cactus, le agavi, il mare sullo sfondo ne fanno una splendida cartolina.



Ancora una foto scattata all’interno del parco naturale delle Cinque Terre. Sullo sfondo, Punta Mesco, il mare appena increspato. In primo piano un agave fiorita.


Flora Locale – Seconda Parte

Nelle giornate di sole, come quella in cui sono state ritratte queste fotografie, si è letteralmente storditi dai colori di questa splendida terra. L’eccezionale connubio tra la vegetazione rigogliosa sempre in primo piano ed il mare, presenza costante sullo sfondo, da vita a scorci di rara bellezza.



Le terrazze sono l’unica maniera trovata per permettere all’uomo di coltivare queste terre aspre che scendono a picco sul mare. Difficili da coltivare comunque ma capaci di regalare degli splendidi vitigni. Il bianco delle cinque terre è uno di questi, perfetto sugli ottimi piatti di pesce che si mangiano da queste parti. Ma il vero protagonista delle cantine è lo sciacchetrà vino passito che non può essere descritto. Va assaggiato.



È una delle caratteristiche delle passeggiate nel parco delle cinque terre. Una curva, un’apertura tra gli alberi e si presenta di fronte agli occhi uno spettacolo mozzafiato, capace di lascarti ammirato ma anche un po’ preoccupato a guardare dove metti i piedi.


Fauna

Onestamente ignoro quali siano i rappresentanti principali della fauna delle cinque terre. Di certo il gatto domestico è presente. Gatti, gatti, dappertutto. Sono anche diventati oggetto di marketing comparendo su gadget di ogni tipo. Quello qui ritratto, placidamente appostato in una delle aree per pic-nic disposte lungo la via dell’amore, non sembra però preoccuparsene. La bella stagione è arrivata e c’è da godersi sole e turisti prodighi.



Sulla torre di Vernazza ho fatto l’incontro con questo gabbiano, appollaiato su una terrazza, probabilmente a riposo dopo una battuta di pesca. Sullo sfondo, ancora una volta, il mare che si insinua tra le rocce.



La totale indifferenza del volatile mi ha consentito un ulteriore avvicinamento testimoniato da questo primo piano. Ma i gabbiani pensano? E se sì a cosa? Certo che a questo visto così che rimira il mare manca una pipa in bocca da vecchio lupo di mare che sta attentamente valutando vento e nuvole per capire che piega sta per prendere il tempo.




Questo articolo fu pubblicato originariamente nel 2004 sul www.femino.it, un sito web anch’esso gestito da me. Adesso ho deciso di spostare qui tutti i pochi articoli relativi ai viaggi. Questo è il primo. Oggi l’avrei scritto diversamente ma ho preferito mantenere più o meno l’originale.