Gocce di pioggia su di me.

Il suono della pioggia mescolato con quello di lontane campane mi sveglia la domenica di Pasqua che cade nel sedicesimo giorno del mio viaggio attorno al mondo. La pioggia se si è in vacanza non è mai un evento piacevole ma almeno oggi non ho grandi cose in programma caduta l’ipotesi di andare a Počitelj per mancanza di collegamenti. Mi resta da vedere Mostar con maggiore attenzione e di concedermi un po’ di relax. I prossimi paesi potrebbero essere più complicati e inoltre, in diversi posti, conto di fermarmi solo per una notte.

Cosa fare allora? Uscire e affrontare l’abbondante pioggia o aspettare sperando che si fermi? La parte più pigra di me ha facile vittoria e quindi passo qualche ora navigando sul web, pianificando i prossimi giorni e aggiungendo contenuti a questo sito, riuscendo finalmente a completare la mia city guide su Padova. Il tempo passa e la pioggia non si ferma. Non ho fatto colazione e comincio a sentire un po’ la fame. Le immagini di un caffè bosniaco e una baclava si fanno insistenti nei miei pensieri. Basta per convincermi a uscire velocemente. Una volta fuori vado diretto al caffè che ho già in mente per celebrare questo rito. Il brutto tempo mi deprime e in questi casi per compensazione indulgo in peccati di gola, per questo motivo dopo il primo pezzo di Baclava ne chiedo un altro e percepisco una sorta di gratitudine per il mio evidente apprezzamento se la seconda fetta è molto più grande della prima.

Adesso che sono fuori non voglio rientrare di nuovo alla guesthouse malgrado continui a piovere. Decido quindi di andare a visitare la Moschea Koski Mehmed Pasha. Koski Mehmed Pasha MosqueOnestamente, a confronto con i prezzi medi in Bosnia, il costo del biglietto che include anche la visita al minareto è abbastanza caro: 12 Marchi Bosniaci o 6 Euro. Adesso però non ho nulla di meglio da fare quindi acquisto l’ingresso. Sorprendentemente mi è consentito tenere le scarpe che io ero pronto a togliere. La salita al Minareto è abbastanza dura con scalini molto alti e stretti ma una volta in cima ho la migliore vista della città vecchia e del ponte che potessi immaginare. La foto di copertina l’ho fatta da là. La moschea invece non è molto interessante. Capisco che si possono tenere le scarpe perché la zona dedicata ai fedeli per la preghiera è separata da quella “turistica”.

Ma ecco che, sorpresa! La pioggia si è fermata. Le nuvole grigie nel cielo non danno alcuna garanzia per un cambio radicale del tempo ma al meno posso togliere il cappuccio e liberare la mia macchina fotografica. Tourist attack on the old bridgeCome uno sciame tutti i turisti si riversano all’attacco del ponte vecchio. Provo quindi a trovare qualche area meno popolata. Ad esempio il ponte Kriva cuprija è più tranquillo. Dopo una mezz’ora però riprende a piove e abbastanza scocciato prendo qualcosa per pranzo e faccio una pausa.



Le tante facce di Mostar

Dopo il break vorrei dedicarmi a qualche parte più moderna e ‘reale’ della città. Come è noto, Mostar è più o meno divisa in due parti con i Bosniaci che vivono sulla riva sinistra e i Croati su quella destra del fiume Neretva. Questa divisione è ovviamente del tutto assente nella città vecchia dove è in scena lo spettacolo “stari grad” fatto di ristoranti, negozi di souvenir and antiche case. Peace Tower in MostarDecido allora di andare in direzione di quello che ritengo essere il campanile della Cattedrale e che invece scopro essere la cosiddetta “torre della pace”, alta ben 102 metri, costruita accanto alla chiesa Francescana e completata nel 2002. Guardandola ho l’impressione che la torre campanaria sia stata costruita con l’intenzione di renderla simile a un minareto, essendo così sottile. Ma se questa non è la Cattedrale, dov’è? Guardo sulla mia mappa e scopro che non è lontana. L’area in cui mi trovo, a ovest del fiume, è molto piacevole, ricca di parchi e viali alberati. Lungo uno di questi scorgo un cimitero e comincio a guardare le date sulle tombe. Una dopo l’altra vedo che riportano tutte lo stesso anno di morte, il mese cambia, la l’anno è sempre il 1992, quello dell’assedio di Mostar. Sono pervaso da un senso di orrore. Per un momento provo a immaginare quale vita inumana può essere stata quella vissuta da chi vedeva morire ogni giorno la gente sotto bombe e proiettili. Può sembrare stupido ma a un certo punto ho desiderato come l’aria di vedere una data diversa su quelle tombe, come se qualcuno fosse morto anche di altre cause ma nulla, solo il 1992. Un po’ scosso arrivo finalmente alla Cattedrale, un edificio orribile che ricorda vagamente un’astronave e che sicuramente è una delle più brutte chiese che abbia mai visto nella mia vita. Sulla via del ritorno vedo qualche bel murales e una statua bizzarramente dedicata a Bruce Lee. La potete trovare nella mia galleria su Facebook.

Passo la serata cenando ancora una volta nella città vecchia e rimirando per l’ultima volta di questo viaggio il meraviglioso nella speranza che davvero possa unire le persone.
Qui di seguito la mia galleria dedicata a Mostar e a Blagaj vista ieri.