Un fantastico benvenuto.

La pioggia di ieri è completamente dimenticata. Oggi il sole splende, il cielo è blu e la temperatura è proprio quella giusta: calda ma non afosa. Non ho in testa un piano molto dettagliato ma so che mi piacerebbe passare la maggior parte del tempo girando la parte nord-ovest della città a cominciare dal parco e dal lago che si trovano vicino all’hutong dove si trova il mio hotel. Devo dire che, malgrado la buona impressione avuta ieri, ho ancora un po’ di timore del possibile caos Cinese che potrei dover affrontare a Pechino per cui sono piuttosto sorpreso quando non incontro folle oceaniche. Lungo l’hutong Dongbuyaqiao e il canale che lo costeggia incontro solo famiglie con bambini e pochissimi turisti. Visto che la giornata si presenta promettente, tuffiamoci immediatamente nella capitale Cinese.

Un canto affascinante.

Mi sto avviando verso il lago Qianhai, vorrei girargli attorno, ma prima di arrivare sono attratto dall’Huode Zhenjun, un tempo Tao conosciuto anche come tempio del dio di fuoco. Ciò che ha attirato la mia attenzione non è solo le coloratissime lanterne e le scintillanti decorazioni ma soprattutto un canto che arriva dall’interno. Mi sembra così perfetto e professionale che quando vedo gli altoparlanti penso subito che si tratti di una registrazione e invece, mi basta dare un’occhiata all’interno dell’edificio per vedere i monaci cantare. Ci deve essere una sorta di cerimonia religiosa in corso e mi metto a spiarla dalla porta e dalle finestre. Se avevo ancora bisogno di qualcosa per sentirmi definitivamente in Cina questo è quel qualcosa. Per rendervi partecipi della stessa esperienza che ho provato ho inserito qui sotto un estratto di un paio di minuti della registrazione audio che ho fatto. Non vi sentite un po’ in Cina anche voi ascoltando questa musica?
Alla fine sono rimasto nel tempio per circa mezz’ora, andandomene in giro mentre la musica continuava in sottofondo e io fotografavo tutti i dettagli che mi colpivano come le lanterne e le piccole etichette rosse che la gente appende sugli “alberi consacrati” con la speranza che i loro desideri si avverino. Mi è piaciuto così tanto il tempio che quando ho visto su una mappa in strada che ce ne erano degli altri nei paraggi ho deciso di visitare anche quelli. In realtà non ho trovato nulla di comparabile all’Huode Zhenjun. Si tratta di templi Buddisti, non Tao. Sarà questa la ragione? A dire il vero non lo so ancora. Ho bisogno di leggere di più sull’argomento. Comunque, in un tempio chiamato Guanghua (广化寺) ho trovato una cosa strana: una pescheria all’interno delle mura del tempio e, questo non molto sorprendente, un sacco di gatti. Ma adesso basta, è tempo di tornare al mio piano iniziale e dirigermi in direzione del lago.

C’è tutto un mondo intorno…

Continuo a restare colpito da tutto quello che vedo attorno a me. Ci sono risciò trainati da biciclette, ristorante con la cucina a vista dove si vedono cuochi preparare ravioli, sposini che si fanno le foto in pose che da noi non oserebbe nessuno, gente che fa ginnastica all’aperto e bambini, davvero tanti bambini che costituiscono un soggetto perfetto me la mia macchina fotografica. Proseguo camminando attorno al lago e la camminata mi offre ad ogni momento nuovi scorci interessanti. Ho letto sulla mappa che proseguendo si incontro il “lotus market” per cui mi aspetto di vedere le bancarelle ma o il nome è rimasto per ragioni storiche, o il mercato si svolge in altri giorni, di fatto non c’è niente in vendita. Ma non mancano i fiori di loto, abbaglianti distese di fiori di loto. Sulla superficie del lago ci sono anche molte barche. Ci sarebbe la possibilità di noleggiarne una a forma di papera e ammetto di essere tentato all’idea ma alla fine preferisco proseguire il mio giro. Sono certo che la giornata ha ancora tanto da offrire.

Il parco Beihai e la città circolare.

Situato giusto alla fine del lago Qianhai c’è il parco Beihai che un tempo era il giardino dell’Imperatore. È un parco piuttosto grande al cui centro c’è un altro lago anch’esso chiamato “Beihai” più grande del Qianhai. Chanfu TemplePer entrare si paga un biglietto dal costo di 20 yuan (circa 2,5 Euro), davvero poco considerando le bellezze racchiuse al suo interno. A dire il vero la prima cosa che mi colpisce non è un monumento o un qualsiasi altro sito ma è ancora una volta un suono: il canto delle cicale. È incredibilmente forte. Così forte mi era capitato di sentirlo solo una volta nel nord dell’Azerbaigian. E anche questa volta, per coinvolgervi nelle stesse atmosfere inserisco qui di seguito una trentina di secondo del suono di cui parlo. Se volete davvero sentire quello che ho sentito io, alzate il volume al massimo.Il primo vero luogo di interesse del parco è il tempio Buddista Chanfu, un bellissimo edificio bianco e rosso che davvero risplende al sole. Tutto attorno al tempio che è circondato da quattro lati di mura, ci sono statue di leoni bianchi. Bridge in Beihai ParkL’atmosfera nel parco è davvero piacevole. Ci sono bei ponti in marmo bianco che attraversano ogni corso d’acqua. Proseguendo c’è un lungo muro su cui sono disegnati nove draghi. È molto famoso in Cina perché ne esistono solo tre siffatti. Nei pressi del muro ho una nuova sorpresa. Protesi sul lago ci sono i cinque padiglioni del drago che sono molto belli con i loro pannelli in ceramica. In uno di essi c’è un piccolo coro amatoriale, per lo più composto da donne. Di aspetto sembrano cinesi o quanto meno dell’estremo oriente ma la musica non lo è per niente. Sbirciando gli spartiti noto che i testi sono scritti in Cirillico. Che siano Russe? Non ne ho idea. La musica ricorda un po’ l’operetta. Ma ormai lo avrete capito, se posso vi coinvolgo per cui ecco qui un fantastico video del coro. Cosa ne pensate?



Il parco è molto vasto e dopo la pausa musicale riprendo il cammino. Dalla riva del lago vedo quella che mi sembra uno Stupa bianco in cima a una collina. White pagoda in Beihai parkQuesta sarà la mia prossima destinazione. New Beijing in the backgroundLa cosa sorprendente è come la città sembri così lontana da qui. Ho visto moltissimi palazzi mentre atterravo e poi dal treno che dall’aeroporto mi ha portato in centro ma da qui non si riesce neanche a credere di trovarsi nella stessa città. Quello che io ho chiamato uno Stupa bianco è in realtà noto qui come Pagoda bianca e si trova nel mezzo della “città circolare”. Prima di inerpicarmi per la collina però decido che è il momento giusto per mangiare. Fino a ora ho solo preso un piccolo spiedino di pollo in strada. Ai piedi della collina c’è un ristorante che si direbbe molto popolare e che serve pochi piatti. Fortunatamente hanno un menu in Inglese da darmi. Prendo i ravioli col maiale. Mom and daughter with same dressMi sarei aspettato qualcosa di simile ai soliti ravioli che mi è capitato di mangiare nei ristoranti Cinesi all’estero e invece questi che sono chiamati Boazi, sono una specie di piccoli panini soffici cotti al vapore. Bene, ho avuto modo di assaggiare qualcosa di nuovo e adesso mi sento pronto per la collina. Lotus flowersIn cima non c’è solo la Pagoda bianca ma anche un santuario che ospita un Buddha di giada che però, purtroppo, non si può fotografare. Quello che invece posso fare è fotografare la città che da quest’altezza è ritornata visibile. Non mi sento stanco per cui ritorno giù per poi recarmi da un’altra parte. Prima di andarmene ho modo di vedere l’incredibile quantità di fiori di loto in questo lago. Sono davvero meravigliosi. L’ultima immagine dalla “città circolare” è quella di una mamma e sua figlia piccola entrambe molto felici di indossare lo stesso identico vestito.

Verso piazza Tienanmen.

Per completare la mia prima giornata a Pechino mi piacerebbe vedere piazza Tienanmen. Per me si tratta di uno di quei posti mitici che vanno visti almeno una volta nella vita. Red flags over Tiananmen towerDecido di raggiungerla a piedi e, a guardare la cartina, sembra che la via più breve sia passando accanto alla città proibita, un altro posto eccezionale che conto di visitare domani. La strada è piacevole passando lungo i canali che circondano la città proibita ma purtroppo mi ero sbagliato. Tiananmen Square from high aboveLa piazza è separata dalla città proibita dalla cosiddetta Torre Tienanmen meglio conosciuta come la “Porta della pace celeste”. Ormai che sono qui decido di visitarla. A essere onesto non è che ne resti particolarmente colpito. A parte le bandiere rosse che garriscono orgogliose al vento probabilmente la cosa migliore qui è la vista sulla piazza sottostante. Lascio la torre avendo ancora in mente l’idea di arrivare in piazza Tienanmen. Rifaccio un pezzo della strada già fatta e poi, costeggiando le mura della città proibita dall’esterno per circa un chilometro arrivo in zona ma si direbbe che, per quanto riguarda la visita della piazza, non è la mia giornata fortunata. Ci sono dei lavori in corso. Probabilmente stanno sistemando per qualche evento che si svolgerà a breve per cui tutte le vie di accesso che provo sono chiuse. Provo da Ovest, provo da Est e poi mi dico che questo è un segno. La prima giornata a Pechino è andata ed è stata davvero intensa. Adesso ammetto di essere stanco e torno in hotel in metro.

Di ritorno in albergo e poi cena.

È davvero divertente, dopo una giornata così lunga (potete vedere l’intero percorso nella figura qui a destra), combattere con Internet ma in Cina è così. Alla fine esco per la cena.
Questa volta provo ad allontanarmi dalla zona degli hutong che stasera è piuttosto affollata. È Venerdì del resto. Appena fuori dal quadrato formato dalla griglia degli hutongs c’è una via grande piena di ristoranti. Nessuno ha cartelli in Inglese fuori per cui entro nel primo dove vedo che c’è altra gente che mangia per vedere. Mi sa che in Cina questo sarà il mio approccio regolare. Non potevo saperlo in anticipo ma sono finito in un ristorante che serve l’hot pot. Si tratta di un posto dove ordini il tipo di carne che vuoi e le verdure di contorno. Il cameriere poi ti porta tutto crudo e affettato e nel frattempo accende il fuoco sul fornello installato al centro del tavolo su cui si trova una pentola piena d’acqua. Quando l’acqua bolle butti dentro la carne e le verdure e le mangi quando sono cotte. Io temo di essere stato troppo “timido” nel numero di verdure (lattuga e funghi) per cui la mia carne (agnello) non è risultata particolarmente saporita però sono contento per avere imparato qualcosa della cucina Cinese. Adesso posso davvero dire che la giornata è chiusa. Buonanotte!
No. Aspettate! Ho dimenticato qualcosa… Come al solito c’è la galleria ma in più, questa volta, ho deciso di preparare un breve video con le foto migliori usando come sottofondo musicale un nuovo brano registrato al tempio di Huode Zhenjun. Qui c’è il video…




…e qui c’è la galleria destinata a crescere con le foto scattate negli altri giorni a Pechino.