E il vincitore è…

Ieri avevo detto, nel mio diario del giorno, che non avevo idea di dove sarei andato oggi per la gita che avrei dovuto fare. Dopo cena ho consultato le mie guide e altre fonti online e alla fine ho deciso di andare al sito Archeologico di Apollonia. Spero di aver capito bene che, anche se più piccolo del sito più famoso di Butrinto, dovrebbe essere lo stesso interessante. Ship shaped restaurant (Velmishe, Albania, 2017)Il sito si trova non lontano dalla città di Fier, che sembra abbia poco da offrire ma che sono curioso di vedere. Come raggiungere Apollonia da Fier è ancora da chiarire ma per quanto riguarda Fier, do per scontato che ci siano collegamenti frequenti con Berat, dalla stazione dei bus così, dopo aver fatto colazione al Bed and Breakfast mi reco alla stazione usufruendo della navetta urbana. Appena arrivato vedo un mini van pronto a partire per Fier. Questo tipo di mezzo, alcune volte in condizione terribili, è quello che viene chiamato marshrutki nell’ex Unione Sovietica e che, se ho capito bene, da queste parti si chiama “furgon” anche se ho avuto l’impressione che agli autisti il nome non piaccia più. Questo non è malaccio e parte in orario. Il viaggio per Fier dovrebbe durare poco più di un’ora. La strada è alquanto cattiva e non c’è niente di particolarmente interessante a guardare fuori dal finestrino fatta eccezione per un folle edificio a forma di nave che penso sia un ristorante anche se non posso confermarlo.

Fier, una bizzarra città piena di energia.

Fier sembra essere una città davvero movimentata. Risulta essere perfettamente in linea con la parola Italiana “Fiera” da cui dovrebbe derivare il suo nome. L’autobus da Berat si ferma abbastanza in centro per quello che posso capire. Devo dire che apprezzo l’energia di questo luogo. Huge globe (Fier, Albania, 2017)E non mi sembra per niente male. In meno di un chilometro che faccio nella direzione di Apollonia, in cerca di qualche autobus, vedo alcune robe interessanti, forse non belle, ma interessanti e divertenti. Come, per esempio, il grosso mappamondo posto al centro di una rotonda. Non lontano c’è un piccolo parco con decine di uomini anziani che giocano a carte, scacchi, backgammon ma soprattutto domino. In questo parco c’è anche una bizzarra fontana con delfini e foche. Alle sue spalle una moschea con dei minareti alquanto curiosi. Fountain and mosque (Fier, Albania, 2017)E le stranezze architettoniche non finiscono qui. Riesco a vedere il tetto di un gigantesco edificio che ricorda vagamente la Casa Bianca. Adesso non è sulla mia strada ma mi riprometto di andare a vedere che cos’è quando torno da Apollonia. Appunto, non devo dimenticarmi della mia principale meta. Il problema è come raggiungerla. Potrei ovviamente prendere un taxi ma non è quello che voglio. Ho guardato sulla cartina e ho visto che il sito archeologico si trova molto vicino a un paesino che si chiama Pojan ma che anche il paese di Dermenas si trova a una distanza ragionevole, quindi vado in cerca di autobus che vadano in una di questi due posti se non addirittura ad Apollonia. Sono decisamente fortunato perché in quello che sembra essere una sorta di terminal dei bus locali, c’è ad attendere di partire un autobus che va proprio a Pojan. Magnifico! Dovrebbe essere a due passi da Apollonia.

Apollonia ovvero Benvenuti ad Arcadia.

Pojan è piccolissimo e non sembra avere tratto grandi benefici dal vicino sito archeologico. Non ho visto lungo la strada né ristoranti né cartelli di offerta di stanze o appartamenti. E Apollonia è davvero a un tiro di schioppo quindi, una volta arrivato, mi ci dirigo immediatamente. Welcome to ApolloniaA un certo punto, appena dietro una curva, mi trovo in un altro mondo. Il panorama intorno a me si è fatto fantastico e in linea con l’idea che mi ero fatto dell’Arcadia ai tempi della scuola. Pastori con greggi di pecore che si aggirano sulle pendici di verdi colline, un piccolo fiume e la più grande popolazione di oche che abbia mai visto, molte delle quali assieme ai piccoli nati. A camminare in un panorama così non si fa fatica e cosi arrivo all’ingresso del sito senza sforzo. Geese in Pojan (Albania)Vedo una mappa e provo a definire un possibile itinerario all’interno dell’area del sito che mi sembra abbastanza vasta. Per tutta la prima parte del cammino non incontro nessuna traccia di rovine. Questo è in parte dovuto a un mio errore a un bivio ma anche perché ho preso la via più lunga per raggiungere la zona più ricca di resti, girando tutto attorno alla collina. Mentre provo a raggiungere le rovine posso raccontarvi qualcosa di questo luogo. Apollonia fu città greca fondata nel VI secolo A.C. da coloni che arrivavano presumibilmente da Corfù. Visse il suo periodo migliore ai tempi dei Romani quando divenne un porto importante collegato con la via Egnatia che, come dovreste sapere grazie al mio post pubblicato due giorni fa, partiva da Durazzo. Ruins and fields in Apollonia Sfortunatamente il periodo di prosperità ebbe una fine improvvisa quando, a causa di un terremoto, il porto si insabbiò. Nel frattempo io sono arrivato nella parte più interessante del sito come posso vedere dalla presenza dei turisti che vedo ancora prima delle rovine. Come sempre in questo tipo di siti, c’è qualche zona con le fondamenta delle case che, tranne in quei casi in cui ci sono dei mosaici, ma non è questo il caso, non c’è nulla davvero da vedere se non si è esperti archeologi. Agora in ApolloniaAlmeno però, in questo caso il panorama aiuta molto.
Comunque adesso sono finalmente nel centro del sito. Il cuore delle città greche era quella che si chiamava “agora” che per i romani divenne “il foro”. Questo è quanto ho finalmente trovato. Qui si trova un piccolo teatro, un ginnasio e qualche colonna appartenuta un tempo a un portico. Church of Saint Mary in ApolloniaI resti meglio conservati del sito sono qui e, tra l’altro, si tratta di una zona posta molto vicino all’ingresso principale. Io però sono contento di avere fatto la strada più lunga per arrivarci. Comunque, adesso che ci sono arrivato, mi resta da vedere la zona del monastero in cui si trova sia la chiesa di Santa Maria che ha qualche bell’affresco, sia il museo di Apollonia. Il pezzo più interessante che si può trovare nel museo è uno scudo metallico con la testa di Medusa al centro ma non ho fatto una foto per evitarvi il rischio di essere pietrificati. 🙂

Ritorno a Fier e poi a Berat.

Adesso è ora di ritornare a Fier. Quando sono arrivato al sito, sono abbastanza sicuro di avere visto dei minibus in attesa di andare a Fier ma adesso non ce n’è traccia e quindi mi preparo al peggio che sarebbe arrivare sulla strada principale a sei chilometri da qui, nel caso in cui non trovassi niente neanche a Pojan. Fier UniversityMa sono veramente fortunato perché riesco a scroccare un passaggio a una coppia Italiana di Udine, che fa parte di un gruppo di ex Alpini, qui in Albania per commemorare i caduti nella campagna dei Balcani nella seconda guerra mondiale. Una volta a Fier ho una missione: scoprire cos’è la “Casa Bianca” e riesco nel mio intento. Si tratta della locale Università. Al momento penso non vi siano lezioni perché non ci sono studenti ma deve essere normalmente in attività perché attorno ci sono diversi ristoranti dedicati agli universitari. L’autobus per Berat va preso un po’ lontano da qui ma lungo la via mi rifaccio con un Byrek. A Berat alla sera ceno nella zona di Gorica e poi vado a dormire abbastanza presto perché domani ho l’autobus per Saranda alle otto del mattino.
Qui di seguito, come al solito, potete trovare la mia galleria con le foto scattate in questi due giorni a Berat, Apollonia e Fier.