Cambiando idea molto velocemente.

A causa probabilmente di quella stanchezza accumulata di cui parlavo nel mio articolo sul secondo giorno a Odessa, adesso mi risulta più difficile essere motivato nel fare escursioni di un giorno come ho fatto senza problemi più volte in Croazia e Albania. Pechersk monastery from Metro bridgeDetto che ho già dovuto escludere l’idea di andare a Chernobyl perché non c’erano più posti disponibile, senza considerare il prezzo un po’ folle dell’escursione (più di 100 Euro), avevo cominciato a tenere in considerazione la possibilità di andare a Chernigov, nome simile per una località del tutto diversa. In questo caso si tratta di un villaggio dal prezioso centro storico. Metro bridgePer arrivarci prendo la metro fino alla stazione Lisova dove dovrebbero esserci dei minivan che vanno lì in circa due ore. La linea rossa della metro attraversa il fiume Dnipro su un ponte, non in un tunnel e la vista da lì è davvero incredibile. Il magnifico sito Unesco del monastero di Pechersk brilla sotto il sole con le sue cupole dorate e le mura candide. Infatti, anche se non l’ho ancora detto, oggi sembra essere una bellissima giornata di sole. A questa vista comincio a pensare che domani avrò il volo per Tallinn nel primo pomeriggio e quindi mi resteranno poche ore da passare a Kiev. E adesso mi chiedo, ma vale davvero la pena di infilarsi in un minivan, farsi quattro ore di viaggio per vedere sì magari un grazioso villaggio quando ho qui Kiev a disposizione e una giornata di sole? Mi servono due fermate di metro, un panzerotto al formaggio e un caffè per trovare la risposta in base alla quale riprendo la metro per tornare indietro e restare tutto il giorno a Kiev.

Hidropark.

Più o meno ai due lati del ponte ci sono due stazioni, una si chiama Dnipro e si trova nella zona centrale della città, l’altra si chiama Hidropark. Cane poles in HidroparkIo esco a quest’ultima perché voglio prendere le foto del monastero dal lato opposto del fiume. Questa zona che si chiama Hidropark e da cui la stazione prende il nome, sarà sicuramente molto affollata durante l’estate perché qui si trova la migliore spiaggia di Kiev e di conseguenza anche qualche caffè e qualche ristorante. Qualcuno di voi potrebbe fare domande sull’esistenza di una spiaggia a Kiev. Be’ sì, così come a Tiraspol, in queste città sono presenti spiagge sulle rive del fiume. Non ho idea sulla qualità delle acque dal punto di vista sanitario ma sono sicuro che in Estate, quando il sole splende, qui ci saranno tonnellate di Kievani a nuotare e prendere il sole. View of Pecherski districtHo detto quando il sole splende apposta perché la meravigliosa giornata di sole che così tanto ha influenzato la mia decisione di restare a Kiev sembra essere svanita. Adesso stimerei un 80% di nuvole e un 20% di sole. Comunque adesso sono qui e quindi vado lungo la spiaggia per avere questa vista privilegiata sul sito Unesco di Pechersk e sulla enorme statua della “Patria” (Motherland) che ricorda molto una statua simile che si trova a Tbilisi chiamata Kartlis Deda (Madre di un Georgiano). Sulla spiaggia ci sono alcune persone a prendere il sole ma per lo più vanno via per mancanza della materia prima: il sole. Ci sono invece molti pescatori con la canna. Io proseguo lungo la spiaggia ma arrivato al ponte successivo scopro che i pedoni non possono percorrerlo e quindi mi tocca tornare indietro.

Un pranzo veloce e una piccola arrampicata.

Anche se il sole sembra giocare a nascondino, la giornata è molto calda e fino a ora mi sa che ho percorso almeno 6 o 7 chilometri per cui, dopo avere attraversato il ponte a piedi, cerco il primo posto buono per bermi una birra fresca. Gangnam Style restaurantVicino al ponte l’unico posto sembra essere uno dal nome curioso. Gangnam style, come la canzone Sud Coreana. Dentro invece mi ritrovo in una perfetta Stolovaya, in stile Ucraino (o Russo, faccio fatica a notare le differenze). Mi prendo l’agognata birra ma poi già che ci sono mi faccio anche uno shashlik. Dentro ci sono due ragazze, una è quella che serve ai tavoli l’altra una sua amica. Sono molto simpatiche anche se non spiccicano una parola di Inglese. Dopo pranzo vorrei finalmente arrivare al monastero che ho visto stando dall’altra parte del fiume ma apparentemente da dove sono non esistono scorciatoie per arrivarci. Sulla carta si dovrebbe fare un chilometro lungo la strada principale e poi tornare indietro per una che sale leggermente sulla collina. Non ho proprio voglia di fare così e quindi, dopo avere studiato un po’ la cartina, decido di arrampicarmi su per il parco che è sopra la galleria della metro. All’inizio ho qualche dubbio ma quando dopo circa 300 metri sento il rumore dei motori provenire dalla strada più in alto capisco di avere avuto una buona idea.

Il monastero di Pechersk.

Prima di raggiungere Pechersk, passo attraverso due memoriali, uno dedicato ai caduti delle guerre e uno dedicato alle vittime della carestia del 1932. In quest’ultimo c’è una torre che emette dei fischi modulati il cui effetto è abbastanza emozionante. Qui c’è anche una statua di una ragazzina, la statua più triste che abbia mai visto in vita mia. Verrebbe davvero voglia di abbracciare la bambina per farla sorridere. Da qui bastano cinque minuti a piedi per arrivare al monastero di Pechersk. Quando arrivo mi tocca affrontare una serie di cervellotiche opzioni per il biglietto. Girl monument in KievDecido di prenderne uno che include anche alcuni siti interni ma non prendo quello per fare le foto dando per scontato che le foto all’aperto si possano fare. Altrove forse ma non qui, e quindi mi tocca tornare indietro e comprare ancora un altro biglietto per ulteriori 300 Hrivnya, per altro una cifra significativa qui in Ucraina. Il monastero è molto grande e comprende diversi siti da visitare. Lo faccio in parte assieme a un ragazzo Giapponese. Siamo entrambi interessati a visitare le chiese nelle caverne. Sono probabilmente i luoghi più importanti qui ma mi sa che sono di interesse soprattutto per il locali più che per i turisti. Le chiese di questo tipo sono due e io ne visito solo una. Fresco in Pechersky MonasteryAl loro interno quello che si vede è una lunga intricata galleria molto scura dove si trovano diverse teche oggetto di venerazione da parte dei fedeli locali che le baciano tutte. A proposito di baci, quando usciamo fuori dalla chiesa nella caverna e mentre il Giapponese e io cerchiamo una fonte che non troveremo mai, una donna mi si avvicina, mi dice qualcosa in Ucraino e comincia ad abbracciarmi e baciarmi. Non sembra ubriaca. Candles in PecherskChe siano i miei capelli che mi danno un’aria mistica? Non ho idea ma comunque mi auguro che questo mio misterioso potere abbia effetto anche sulle donne più giovani. 🙂
Nel frattempo il sole ha finalmente vinto la sua battaglia sulle nuvole rendendo davvero un piacere andare in giro. Io raggiungo la vicina galleria degli Eroi e la statua della Madrepatria. Questo memoriale me ne ricorda uno analogo a Brest in Bielorussia ma quello era molto, ma molto più emozionante. Tra i prati c’è una grande mappa dell’Ucraina fatta di fiori dove è considerata ancora la Crimea. Ukraine map, maybe too bigMi comincio a sentire stanco ma mi va ancora di fare quattro passi tra il parco chiamato Pechersk Landscape, dove è in corso una fiera dedicata a piante e fiori di cui sembra non interessare a nessuno. Mi siedo in questa tranquilla atmosfera per bere un caffè e riposare un po’. Sì, certo, il sole mi ha dato una bella carica di energia ma non può durare all’infinito quindi, faccio ancora un po’ di foto in piazza Indipendenza che ho raggiunto con la metro e finalmente rientro in hotel. Alla sera è giunta l’ora di provare le specialità Ucraine e per farlo scelgo il ristorante Taras Bulba dove prendo il Borsch e le cotolette Kievski, in pratica i due piatti Ucraini più famosi. Mi piace molto questo posto sia per il cibo sia per la qualità del servizio. Così, in questa maniera, in pratica finisce la parte del mio viaggio passata in Ucraina. Domani volerò in Estonia per cui non perdetevi questa ultima incredibile occasione di ammirare le mie foto di Kiev. 🙂