Kotor e la sua fortezza.


Bene, gli acquazzoni sono durati tutta la notte e adesso, ridotta la loro forza si sono trasformati in una più sopportabile pioggia. Decisamente niente di così forte da tenermi chiuso in casa, per altro ho da passare a Kotor un solo giorno quindi non avrei comunque alternative all’uscire e cercare di vedere quanto più possibile. Steps to the Kotor fortressIl mio programma prevede: mattina a Kotor e pomeriggio a Perast riuscendo se possibile a vedere le due piccole isole che si trovano davanti al villaggio. Prima però devo fare alcune verifiche sugli orari degli autobus che devo prendere domani. Fatto quello e gestita la pratica colazione sono pronto per tuffarmi nella mia visita. Dato che ho avuto una colazione piuttosto ricca decido di partire subito dalla parte più impegnativa della visita così da bruciare un po’ di calorie. Danger signs at Kotor FortressLe mura di Kotor o Càttaro in Italiano, sono iscritte nella lista Unesco e si estendono per diverse centinaia di metri sopra la città.
La fortezza che si trova in cima sarà il mio primo obiettivo della mattina. Sfortunatamente la stessa nave da crociera che era ieri a Dubrovnik, oggi è a Kotor. Ragionevolmente vedo difficile che possa essere anche domani a Nikšić.
La lunga salita sulla collina che corre parallela alle mura è purtroppo molto trafficata ma c’è da dire che ogni volta che sono costretto a fermarmi vengo ricompensato dalla meravigliose viste sui rossi tetti della città vecchia di Kotor. View of Kotor's bay from the fortress
La salita è piuttosto dura e difficoltosa ma decisamente non pericolosa come indicano i cartelli. Prima ne vedo uno che ne ricorda i rischi e poi un altro che parla di rischi “incrementati”. Arrivare in cima porta via circa 40 minuti. La fortezza è un po’ più che un insieme ordinato di rovine ma da qui c’è la possibilità di ammirare la particolare forma delle Bocche di Càttaro. Che poi il nome italiano mi fa pensare che anche il nome con cui è internazionalmente noto questo paese è Italiano. In lingua locale il nome è Crna Gora che vuol dire appunto Monte Nero (o Negro arcaicamente). Mentre lascio la mente pensare a questo interessantissimo (!) tema, torno giù in città.

I gatti di Kotor.


In tutta la Dalmazia ma in fondo anche a Mostar, i gatti hanno rappresentato una presenza costante durante le mie esplorazioni delle città. A Dubrovnik dicono che questo è dovuto alla grande presenza di topi. Cat is hidingCat in KotorDi certo però nessun posto ha una così significativa popolazione felina come Kotor e qui ne vanno fieri tanto da aver creato anche un museo del Gatto che contiene per lo più stampe e foto d’epoca, con gatti ovviamente. Una parte dei profitti del museo va ai gatti in forma di cibo, Mi domando se in questa maniera non si riduca l’interesse dei mici per i topi con un potenziale impatto negativo sulla salute cittadina. Ad ogni modo, i gatti qui sono davvero ovunque ed è raro fare più di 200 metri senza incontrarne uno. Sono arrivato a vederne anche sei contemporaneamente. Cosa posso dire, a me piacciono i gatti come si può intuire dalle mie foto e quindi mi piace anche Kotor. Mi riprometto di preparare una galleria di foto dedicata ai gatti nelle prossime settimane.

La città vecchia di Kotor.


Più mi aggiro nella parte vecchia di Kotor più mi ricorda Ohrid in Macedonia. Per chiarezza dico che il lago di Ohrid e la città di Ohrid in particolare sono tra i posti migliori che abbia mai visitato. St Michael ChurchQualche volta, sento qui la stessa atmosfera ma le due località restano abbastanza diverse e sicuramente Kotor è meno ricca e interessante di Ohrid. Il centro è piuttosto piccolo e si può andare da una parte all’altra in circa 15 minuti a passo tranquillo. La ragnatela di stradine è sicuramente piacevole ma in fondo non c’è nessun sito che si possa definire memorabile seppure non manchino alcune chiese degne di nota. Ultima cosa, non meno importante, è la mancanza del mare. Sai che è vicinissimo ma te ne dimentichi facilmente se sei dalla parte sbagliata delle mura. Come conseguenza il mio suggerimento è di cercare di stare in centro la sera, almeno per cena, perché c’è una bella atmosfera, di visitare la fortezza ma poi di usare la maggioranza del tempo restante per andare in giro per il golfo e questo è esattamente cosa mi appresto a fare.

Perast e le due isolette.


Da Kotor, un autobus della compagnia “Blue Lines” serve regolarmente i villaggi attorno al golfo di Kotor. Il posto dove voglio andare si chiama Perast e mi ci voglio recare per due ragioni: Shuttle boat to isletsla più importante è che è il paese più vicino alle due isolette del golfo e spero di trovare qualche traghetto e la seconda è rappresentata da Perast stessa che dovrebbe essere un paesino carino con alcuni edifici storici di pregio. Raggiungo Perast in circa mezz’ora, forse meno e decido di verificare subito come arrivare alle isole. St George IslandVedo subito delle barche attraversare la breve distanza che separa le isolette dalla costa.
Le due isole si chiamano Isola di San Giorgio, la più verde delle due e isola della Madonna delle Rocce che in realtà è una specie di piattaforma che ospita una chiesa dalla cupola azzurra. Se questa seconda isola non sembra troppo un’isola è perché in realtà non lo è. In realtà qui c’era uno scoglio e su di esso fu trovata un’icona della Madonna così che i fedeli decisero che bisognava costruirvi attorno un santuario e da qui la necessità dell’isola. Coat of armsSu quest’isola di può arrivare in barca per 5 Euro andata e ritorno. Our Lady of the Rocks IslandSull’isola non c’è moltissimo da vedere a parte la chiesa ovviamente e gli oggetti votivi, come placche di argento nella chiesa e cose molto diverse nel museo al piano superiore. La chiesa è cattolica ma fuori c’è uno scudo con disegnate due mani che sorreggono assieme una croce. Questa mani simbolizzano i cattolici e gli ortodossi uniti contro il comune nemico Turco. La seconda isola, quella che come ho detto si chiama San Giorgio non può essere visitata a meno che, a quanto ho capito, non si vada al ristorante che ospita, per questo non so dirvi di più. Mentre la pioggia continua a cadere, leggera ma costante, torno a Perast e prima che arrivi il bus per Kotor mi faccio un giro. Gli edifici più interessanti sono quelli in riva al mare e quindi la passeggiata si rivela abbastanza breve.
Penso sia ormai ora di tornare a Kotor. Vorrei mangiare un po’ di pesce dato che domani andrò nell’interno del Montenegro.
Di seguito, dopo l’annuncio commerciale, c’è la galleria di foto di Kotor, Perast e le isole.

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