Quel treno per Ostrog.


Svegliandomi piuttosto presto riesco a fare colazione al B&B e andare con una certa calma alla stazione per prendere il treno in direzione di Podgorica che parte alle 9 e ferma a Ostrog, la mia destinazione. Train entering into Nikšić stationSono assolutamente in orario ma è il treno a non esserlo. Mi dicono venti minuti di ritardo. Va bene, oggi non è una tragedia ma domani, quando prenderò lo stesso treno in modo da poter poi agguantare l’unico autobus che va a Scutari, la cosa potrebbe essere un problema. Mentre aspetto apprezzo la pulizia di questa stazioncina che sembra rinnovata di recente. Da Nikšić l’unico treno è questa ‘navetta’ che effettua il collegamento con la capitale Podgorica e che finalmente fa il suo ingresso in stazione per lasciarla di nuovo dopo circa 5 minuti. Ostrog è la seconda stazione e viene raggiunta 20 minuti dopo. Pochi attimi per capire quale è la strada per andare al Monastero che non riesco ancora a vedere ma la cui posizione è nota alla mia mappa GPS e finalmente mi incammino.

Il percorso per il monastero superiore.


A Ostrog, secondo le mappe che ho consultato, ci sono tre posti da vedere: il più famoso è il monastero superiore ma ci sono anche altre due chiese/monasteri a una quota più bassa. La mia idea è di raggiungere prima il monastero più in alto per poi visitare gli altri due siti tornando indietro verso la stazione ferroviaria. Directions to the monasterySecondo il mio GPS, il monastero superiore dista solo due chilometri mala misurazione è fatta in linea d’aria e non tiene conto del dislivello che è di circa 650 metri visto che il monastero superiore si trova a una altezza di 900 metri, quindi meglio darsi una mossa. Il percorso è generalmente ben segnalato. L’unica volta in cui mi sto sbagliando vengo riportato sulla retta via da un cane da pastore che mi spinge nella giusta direzione letteralmente a colpi di muso. Ammetto che non mi era mai capitato di essere trattato da pecora… Forse è per via dei miei capelli. 🙂
Il percorso è pieno di sassi nella parte iniziale e passa in mezzo a un bosco. Il monastero lassù in altro si vede molto raramente per cui non so bene quanto sia distante. A un certo punto il percorso confluisce su una strada sterrata e in poche centinaia di metri arrivo alla zona delle due chiese al livello più basso. Da qui parte una strada asfaltata che conduce al parcheggio del monastero superiore e degli scalini che tagliano il percorso. Questa volta non li conto ma quando arrivo su guardo l’orologio e mi rendo conto che ci ho messo poco meno di un’ora e mezza ad arrivare fin qui.


I monasteri di Ostrog.


Questo bellissimo monastero fondato a metà del diciassettesimo secolo, è il più importante luogo di culto del Montenegro essendo visitato ogni anno da migliaia di fedeli ortodossi che vengono anche dall’estero, principalmente dalla Serbia ma ho visto anche macchine con targa Bulgara. Mosaic with St Basil in OstrogLa sua importanza si deve al fatto che ospita le reliquie di San Basilio di Ostrog. È però certamente un must per i turisti per la sua posizione incredibile. Quando lo si guarda da diverse centinaia di metri più in basso sembra quasi sia stato costruito in spregio delle leggi della fisica. Sembra sia stato scavato nella montagna come una sorta di moderna Petra. Diciamo che una volta che sei su perde una parte del suo fascino ma lo riacquista immediatamente una volta che si entra nelle piccole cappelle costruite in caverne, tutte piene di affreschi resi scure dalla spessa patina del tempo.
In fondo, si può anche dire che questo luogo ha salvaguardato la sua integrità da un possibile uso aggressivo da parte del turismo. Non ho visto bancarelle né ristoranti. Forse non sarà stagione ma di visitatori ce n’erano già parecchi. Direi che questo è un luogo di culto. Punto.
Molto soddisfatto di essere arrivato in cima adesso posso andare a visitare le due chiese più in basso.
Una delle due è anche un monastero che ovviamente si chiama il monastero inferiore di Ostrog. È di costruzione più recente, il XIX secolo e a dirla tutta non desta in me grande interesse. Molto più carina è la chiesetta di San Stanko che è poco più su.

Di ritorno a Nikšić.


Adesso ho a disposizione più di un’ora di tempo per raggiungere la stazione in tempo per prendere il treno quindi me la posso prendere molto comoda. Sul percorso sento prima e vedo poi due serpenti che però sono troppo spaventati dai miei scarponi da trekking per mettersi in posa per me. Arrivato alla stazione comincio a pensare che se il treno che ho preso stamattina, accumula 10-20 minuti di ritardo per ogni tratta, senza avere la possibilità di recuperarli, potrebbe anche avere adesso un ritardo ben superiore ai venti minuti! Purtroppo ci prendo in pieno. Questa volta il ritardo ammonta a ben 50 minuti… Stanco morto, appena nel tremo mi siedo e cado addormentato. In questa maniera non compro il biglietto.

Gelo a Nikšić.


Fino a ora non ho dedicato del tempo a visitare Nikšić e vorrei porre rimedio. La città è carina ma probabilmente non abbonda di siti turistici ma qualcosa da vedere ci deve essere sicuramente ed è mia intenzione scovarlo. Royal palace in NikšićIl problema è che la temperatura è scesa vicino allo zero e a essere onesti non so quanto potrò resistere. Dalla stazione passo attraverso il piccolo parco cittadino (Gradski) e raggiungo due siti. Uno è la cattedrale di San Basilio di Ostrog (sì lo stesso Basilio di cui sopra). È certamente imponente, situata su una collinetta con delle lunghe scale di fronte ma all’interno è un po’ spoglia. Ai piedi della collina, sulla destra c’è il palazzo reale del re Nicola. Questo mi piace di più perché ha un’architettura elegante e ben bilanciata. Nel frattempo scopro che da qualche parte ci sono anche dei bastioni ma mi rendo altresì conto che fa davvero troppo freddo e sono anche stanco. La mia visita finisce qui. Alla sera decido che l’arrivederci alla ex Jugoslavia va celebrato degnamente con il festival del cibo balcanico e così mi butto su Kajmak (una crema di formaggio), Rakja (grappa), Proja (pane di granturco), carne alla griglia e Ajvar (un misto di peperoni e melanzane tritate) e apprendo qualcosa su quest’ultimo. Quello che per me è sempre stato una salsa o una crema da spalmare, da queste parti, almeno in Montenegro, è considerato un’insalata. Interessante. E mentre il vino rosso scorre, scopro una band di Rock Balcanico, gli Jugoslavi Bijelo Dugme e la loro canzone “Ima neka tajna veza” che passa in sottofondo. Mi piace per le vaghe reminiscenze di atmosfere Progressive. Domani ci sarà altro cibo e altre atmosfere in Albania.
Ecco, dopo la pubblicità, la mia galleria del giorno.

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