Giocando a nascondino con la pioggia.


È da un giorno che ho cominciato una sorta di gioco a nascondino con la pioggia. Ieri era caduta qualche goccia mentre rientravo dalla cena. Cats under the rainStanotte ha piovuto forte per poi smettere questa mattina ma alla fine, mi ha preso mentre stavo uscendo. Ok, fot… pioggia, hai vinto e adesso? Qui non come a Mostar dove non avevo granché da fare. Oggi sono voglioso di visitare Nesebar quindi non c’è pioggia che possa tenermi rinchiuso tra quattro mura. I gatti non hanno timore di affrontare l’acqua e vanno tranquilli tra le sedie bagnate dei caffè e lo stesso faccio io ma preferisco poi sedermi dentro per fare colazione. Boat reflections in the rainDopo affronto coraggiosamente la pioggia e raggiungo la stazione Jug (Sud) di Burgas. Si trova molto vicino al mio hotel e accanto alla stazione ferroviaria. È un posto ordinato con tutte le informazioni che servono chiare e disponibili. Inoltre, ed è la cosa più importante, quando arrivo, l’autobus per Nesebar è pronto a partire in 10 minuti. L’autobus è mezzo vuoto e comodo. Yellow fields near BurgasIl costo del biglietto è di 6 Lev, 3 Euro e il viaggio dura circa 45 minuti. La pioggia sembra essere indecisa sul da farsi. Qualche volta il sole si prende la scena di nuovo illuminando dei bellissimi campi pieni di fiori gialli. Quando arrivo a Nesebar non piove più. Addirittura si può dire che sia diventata una giornata di sole. Prima di fare qualcosa però devo mangiare perché le nuvole mi mettono tristezza e la tristezza mi mette fame. Accanto alla fermata del bus c’è una fantastica Pekarnitsa (Panetteria) che vende del fragrante pane al formaggio chiamato Banitsa. Ne prendo uno e mentre lo mangio mi avvio in direzione della città vecchia.

Una collocazione così perfetta…


Il centro storico di Nesebar si trova su un’isola che col tempo è stata unita alla terra ferma da un istmo. Quanto l’ho vista sulla mappa mi sono immaginato una splendida cittadina non molto diversa da altre città fortificate come Budva o Zara. View of Nesebar from the isthmusQuesta è la ragione per cui questa mattina ero così decido a venire qui. Dalla fermata dell’autobus devo camminare per circa un chilometro prima di cominciare a vedere l’istmo e il profilo della città vecchia. Seagull flying in NesebarLa luce non è la più desiderabile per scattare fotografie ma va bene, in fondo non devo lamentarmi perché ha smesso di piovere. Che poi, parlando dello scattare fotografie sotto la pioggia, io personalmente penso che se eviti di avere il cielo nell’inquadratura, non ti spaventa la pioggia e hai un’adeguata protezione per l’apparecchiatura fotografica, si possono fare anche delle gran foto perché la luce è uniforme e non ci sono ombre da gestire. Bene, fine dell’angolo del fotoamatore. La prima impressione della città è buona. Sull’istmo c’è un mulino. La vista sul piccolo porto è bella. Un prologo perfetto per quello che sarà il piatto principale. La città vecchia è nella parte più alta dell’ex isola come noto percorrendo una strada in salita. Davvero la migliore collocazione.

…per una realtà così misera.


Bene, cominciamo con una nota positiva. Difficilmente morirai di fame a Nesebar. Appena entri nel centro sei subito circondato da ristoranti e persone che ti invitano gentilmente a entrare. Ma ho mangiato già la mia banitsa e voglio vedere le meraviglie che hanno portato questa città a essere inclusa nella famosa lista dell’Unesco e che mi aspettano dopo la fila dei ristoranti che finirà prima o poi. Pictures in Nesebar streets Non esattamente, in realtà però cominciano a essere inframezzati da negozi di souvenir e in qualche caso dei posti dove vendono quadri o altri oggetti ‘artistici’. Ah, sì, certo, non mancano anche un paio di supermarket e qualche negozio di abbigliamento. Dove sia la città così celebrata resta ancora un mistero. Restaurants among the ruins
Finalmente arrivo in una piazza con una bella chiesa ma siamo quasi alla fine della città vecchia. Ma certo, che stupido! Fino a ora mi sono mosso lungo le strade del circolo esterno, sono sicuro che se vado per quelle interne troverò quegli scorci incantevoli che sto cercando. E neanche questo è tanto vero. A parte il fatto che ovviamente il circolo interno è più corto di quello esterno, va detto che l’unico altro sito trovato sono le rovine di una chiesa dove c’era l’unico gruppo di turisti visto. Normalmente ho problemi a fare foto prive di persone. È la prima volta che mi capita con i ristoranti come si vede dalla foto a sinistra. Mentre mi aggiro col disperato intento di trovare qualche angolo decente penso a questa città come una ragazza carina (e se non dico bella non è un caso) resa orribile da mezzo chilo di trucco. Penso che davvero dovrebbero rimuovere questo sito dalla lista dell’Unesco o almeno inserirla in quella dei siti in pericolo e richiedere al governo Bulgaro di intervenire per darle una ripulita e ripristinare così il fascino originale di questo posto.

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