Mezza giornata in un assolata Dubrovnik.


Dopo due giorni di tempo a dir poco nuvoloso, questa mattina finalmente c’è un sole caldo e splendente. Questo mi da nuova energia per andare a vedere, per la prima volta nella mia vita, Dubrovnik con il bel tempo. Impacchetto le mie cose, lascio lo zaino alla guesthouse e vado immediatamente nella città vecchia. Walls of DubrovnikIl mio autobus per Kotor in Montenegro parte alle 3 del pomeriggio quindi ho un bel po’ di tempo per visitare la città che è grande ma di certo non enorme.
Con in mano la mappa fornita dall’ufficio turistico, decido di seguire la combinazione dei tre possibili itinerari che parte dallo Stradun. Oggi non è più giorno festivo ma la quantità di turisti è ancora molto elevata, anche perché in porto c’è una nave da crociera. Ad ogni modo, chi se ne frega, mi godo il sole e per questo faccio subito una deviazione rispetto all’itinerario della mappa andandomene al vecchio porto. Questa zona è spettacolare con il vento che ti spazza in faccia l’acqua salata e la vista sulle mura e sul molo. Old house in DubrovnikMi piace molto questo posto ma in generale adoro questa città. Riprendo il cammino rientrando nelle mura e raggiungo una piazza che si trova in alto alla fine di una scalinata. Si chiama Poljana Ruđera Boškovića e la trovo gradevole anche se è un po’ spoglia con solo una chiesa, Sant’Ignazio e due ristoranti. Trovo sia tranquilla e rilassante e quando entro nella chiesa, sono l’unica persona all’interno cosa abbastanza incredibile per una giornata così affollata.
Seguendo la strada che corre parallela alle mura incontro un altro posto interessante. C’è uno vecchio stabile con al suo interno diversi cortili, di cui l’ultimo si trova proprio sotto le mura. Si direbbe che il palazzo sia ancora abitato e anche se non lo definirei certamente di lusso, devo dire che lo trovo un buon posto per vivere.
Di nuovo sulle orme dell’itinerario della mappa torno sulla Pjaca e da qui vado a vedere la porta Nord che si chiama Buža. Come avvenuto ieri, trovo molto carine questi vicoli fatti di scalini che portano alla parte superiore delle mura o, nel mio caso, a una Porta fuori della quale ritrovo il caos moderno per cui me ne ritorno dentro.
Dubrovnik sembra essere una città che ama la musica. Ieri sera ma anche oggi, a ogni angolo c’è gente che suona. Dalla strada sento anche un soprano provare a casa. Una ragione in più per amare questa città. Passo ancora una mezz’ora a girare per la città, passando anche dall’ultima porta che ancora mi mancava, la Porta di Ploče, che penso non abbia nulla a che vedere con la città dallo stesso nome che si trova in direzione opposta. Anche qui ci sono delle belle viste dal piccolo ponte sopra il porto vecchio.
Decido di usare il tempo che mi resta a Dubrovnik, prima di pensare ad andare a Kotor, mangiando qualcosa davanti alla chiesa di Sant’Ignazio nella piazza che mi era piaciuta tanto. Prima di dirvi del viaggio fino a Kotor, date un’occhiata alla mia galleria su Dubrovnik qui di seguito.


Trasferimento in Montenegro.


Non so quanti di voi conoscano i romanzi che hanno per protagonista Nero Wolfe, il detective creato dallo scrittore americano Rex Stout. Bene, se lo cito qui è perché nella sua vita romanzesca, Nero Wolfe è nato in Montenegro. Bene, il genio di Nero Wolfe non sarebbe di certo servito per trovare il colpevole dell’omicidio del mio autista del bus, dopo che mi aveva detto che non avrei potuto salire sull’autobus perché lui non riconosceva il biglietto elettronico.
Ad essere onesti il suo comportamento è stato davvero indisponente e alla fine solo grazia all’aiuto di due poliziotti Croati (potete immaginarvelo?), ha accettato di farmi prendere posto. Mi sono davvero arrabbiato per questo atteggiamento come potete vedere dal piccolo grafico del mio battito cardiaco durante quei momenti ma comunque, molto presto, dopo aver superato il confine con il Montenegro e avvistato di nuovo il mare, dopo Herceg Novi, Ferry in Kotor Bayho cominciato a sentirmi più rilassato.
La costa qui è davvero emozionante, specialmente una volta entrati nel fiordo di Kotor. Sì, dico fiordo perché la forma è davvero quella di un fiordo nordico pur mantenendo un atmosfera mediterranea. Potete apprezzarne la forma nella piccola mappa a sinistra. Il circolo blue è Kotor. La strada è così bella che non me la prendo quando capisco che l’autobus non prenderà il traghetto che ci avrebbe fatto risparmiare una ventina di chilometri circa.
Quando finalmente arrivo a Kotor comincia a piovere ma in una maniera ancora sopportabile. Quella vera, un acquazzone pazzesco, arriva all’ora di cena. Sono così bagnato e disorientato quando, finito di cercare, provo a tornare a casa che ci metto almeno 10 minuti per trovarla. La pioggia continua a cadere copiosa tutta la notte. Spero che domani non sia così altrimenti sarà una giornata buttata.
The road is so beautiful that I do not even complain when I realise that the bus will go all around the

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